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ARS, riforma “a pezzi”
Galvagno: "Approvato un cumulo di macerie"
“L’Ars ha approvato un cumulo di macerie”. Parola del presidente dell’Assemblea regionale siciliana, che dallo scranno di Sala d’Ercole ha così parlato: una nota involontaria, quella di Galvagno, sussurrata a margine dei lavori parlamentari che hanno visto l’approvazione di quel che resta della legge di riforma degli enti locali, dispositivo letteralmente fatta a pezzi dal voto segreto.
Con 50 voti favorevoli, poco dopo le 19, l’Aula ha dato il via libera al disegno di legge, ma il testo esce profondamente ridimensionato. Bocciati due punti chiave: il terzo mandato per i sindaci dei comuni fino a 15 mila abitanti e la figura del consigliere supplente. Decisivo il voto segreto, che ha evidenziato una spaccatura nella maggioranza, con diversi deputati che hanno votato insieme all’opposizione.
Restano invece la norma sulla rappresentanza femminile al 40% nelle giunte comunali e il tagliando antifrode per le amministrative, misura pensata per prevenire irregolarità nel voto.
L’approvazione chiude l’iter della riforma, ma politicamente lascia aperto più di un interrogativo sugli equilibri in Aula. E sullo sfondo traspare la trattativa per il rimpasto in giunta.