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Bus sostitutivi dopo il ciclone: esclusi i noleggiatori siciliani

Dopo l’emergenza causata dal ciclone Harry e i danni alla linea ferroviaria ionica, scoppia la protesta dei noleggiatori siciliani. Per quasi un mese hanno garantito i collegamenti su gomma tra Messina e Siracusa, ma ora denunciano di essere stati esclusi dall’affidamento del servizio sostitutivo deciso da Trenitalia

di Leuccio Emmolo -

Dopo il passaggio del ciclone Harry in Sicilia e i gravi danni alla linea ferroviaria ionica, scoppia la polemica sulla gestione dei servizi sostitutivi su gomma. I noleggiatori siciliani denunciano di essere stati esclusi da Trenitalia dopo aver garantito i collegamenti in piena emergenza. Erano stati i primi a rispondere alla chiamata, nel pieno dell’emergenza. Oltre trenta autobus privati siciliani si erano messi in moto dalla notte del 19 gennaio, giorno in cui il ciclone Harry ha colpito l’isola, per garantire i collegamenti lungo la riviera ionica: da Messina fino a Siracusa e ai comuni limitrofi.

Cinquemila chilometri al giorno percorsi per sostituire i treni bloccati dal maltempo, turni riorganizzati in poche ore, servizi già programmati annullati per far fronte alla crisi.

Ma finita la fase più critica, secondo quanto denunciano gli operatori locali, Trenitalia avrebbe affidato la gestione della sostituzione ferroviaria a un consorzio di autobus pugliese, risultato vincitore grazie a un’offerta economica più bassa.

Una scelta che, secondo i noleggiatori siciliani, punterebbe esclusivamente al risparmio, senza tenere conto di criteri come l’anno di immatricolazione dei mezzi, i chilometri percorsi, la manutenzione ordinaria e straordinaria, la pulizia e la tipologia contrattuale degli autisti.

Gli operatori isolani parlano di una decisione che penalizza le imprese locali e rischia di incidere sulla qualità del servizio offerto ai passeggeri, che continueranno a pagare le stesse tariffe pur viaggiando su gomma.

Durante l’emergenza, sottolineano, i bus siciliani hanno operato in condizioni meteo difficili, mettendo a rischio mezzi e personale pur di garantire la mobilità lungo le tratte ioniche e tirreniche interrotte.

Ora chiedono maggiore attenzione da parte delle istituzioni e criteri di assegnazione che non siano basati soltanto sul prezzo, ma anche su sicurezza, qualità ed esperienza sul territorio.

Resta da capire se ci sarà un confronto tra le parti e se verranno rivisti i criteri di affidamento del servizio sostitutivo, mentre i pendolari continuano a fare i conti con disagi e tempi di percorrenza più lunghi.