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Risanamento, amianto all’ex lavatoio. Si allungano i tempi

Il ritrovamento di amianto durante i lavori per le demolizioni dell’ex Lavatoio a Messina impongono le necessarie procedure di bonifica seguite dallo smaltimento dei rifiuti speciali. Si allungano quindi i tempi di demolizione rispetto al cronoprogramma

di tcf -

Battuta di arresto nel cantiere per il risanamento dell’ex lavatoio. Nel corso delle demolizioni sono stati ritrovati, all’interno e persino nelle fondamenta di un edificio notevoli cumuli di rifiuti e amianto.

L’impresa Cericola in seguito alle operazioni di ispezione e accesso ad un fabbricato interno all’area ex Lavatoio ha riscontrato la presenza nei locali dei vari piani di rifiuti indifferenziati, rifiuti solidi urbani e suppellettili. Inoltre, dopo un’ispezione nei locali al piano terra è stata riscontrata la presenza di una significativa quantità di rifiuti misti, nonché cumuli di materiale da demolizione contenenti presumibilmente amianto.

I materiali peraltro risultano persino all’interno delle intercapedini delle travi rovesce del fabbricato configurando una potenziale criticità sia sotto il profilo ambientale che della sicurezza. Il responsabile del cantiere Daniele Picci, considerata la natura potenzialmente pericolosa dei materiali ritrovati ha inviato una nota al Genio Civile segnalando la problematica e richiedendo un sopralluogo per valutare lo stato dei luoghi e definire le modalità operative e di gestione dei rifiuti. In base a quanto emerso e documentato, il fabbricato è stato “trasformato” in una discarica abusiva dove nel corso dei mesi sono stati gettati diverse tipologie di rifiuti.

La grande quantità di materiale trovato, oltre alla presenza di amianto, comporterà le necessarie procedure di bonifica e smaltimento e di conseguenza richiederà un allungamento dei tempi di demolizione rispetto al cronoprogramma individuato.