Palermo
Incidente sul lavoro, il testimone: ‘Urlo e poi il boato’
Il racconto dell’incidente nelle parole di un testimone oculare della tragedia costata la vita a due operai
Un urlo straziante e poi la caduta nel vuoto dal cestello della gru che li sorreggeva a trenta metri di altezza. Un boato sordo, come un’esplosione. C’è un testimone oculare per l’incidente sul lavoro costato la vita ai due operai Najahi Jaleleddine, Daniluc Tiberi. Il testimone era presente al momento dell’incidente perché gestisce l’edicola all’angolo opposto del palazzo di via Marturano a Palermo.
Per i due operai non c’è stato nulla da fare. Dopo essersi schiantati sul tetto di un’officina, i loro corpi sono stati eiettati fuori per finire la tragica corsa sulla discesa in cemento di un garage.
Intanto proseguono le attività peritali. Dopo le analisi della polizia scientifica, anche i periti nominati dalla Procura sono sul posto per raccogliere ogni informazione con scanner a 3d. Particolare attenzione al muro del palazzo, tra l’ottavo piano e l’attico dove sono evidenti delle strisciate di colore bianco: potrebbero essere state causate dall’urto del cestello che reggeva i due operai.
Per completare i lavori e consegnare la perizia gli esperti hanno a disposizione novanta giorni di tempo.