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Frana Niscemi, Sindaco in Procura per nove ore
Ieri il Sindaco Massimiliano Conti è stato sentito per circa nove ore in Procura a Gela. Sotto la lente del "Pool frana" un finanziamento da 1,2 milioni di euro che doveva mettere in sicurezza il versante e che sarebbe stato dirottato altrove. 13 gli indagati, inclusi gli ultimi quattro governatori siciliani
Non è stata una semplice deposizione, ma un lungo e dettagliato esame documentale durato oltre nove ore. Il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, è uscito da Palazzo di Giustizia di Gela nella serata di ieri portando con sé la conferma di un sospetto che potrebbe cambiare il corso dell’inchiesta sul disastro colposo che lo scorso gennaio ha ferito la cittadina nissena.
L’elemento centrale emerso dal colloquio con il procuratore capo Salvatore Vella e il suo pool riguarda un finanziamento fantasma. “È emerso che dopo il 2016 era stato deliberato un fondo da 1,2 milioni di euro per mitigare il rischio idrogeologico”, ha spiegato il Procuratore Vella. Opere che, se realizzate, avrebbero probabilmente evitato o contenuto il movimento franoso.
Tuttavia, quelle risorse non sarebbero mai arrivate a destinazione: “Le risorse sono state destinate altrove”, ha sottolineato Vella, aggiungendo che questo è un elemento di novità assoluta per gli inquirenti, emerso proprio grazie ai documenti consegnati dal primo cittadino. L’indagine per disastro colposo e danneggiamento non si ferma ai tecnici locali, ma punta dritta ai vertici della macchina amministrativa e politica regionale.
L’obiettivo degli inquirenti è capire se dietro il crollo del versante di Niscemi vi sia una catena di omissioni e negligenze sistemiche nella gestione dei fondi per la sicurezza del territorio. L’importanza del caso è testimoniata dall’imponente apparato investigativo messo in campo. Ad affiancare i magistrati c’è la Squadra Mobile di Caltanissetta, il Commissariato di Niscemi e il personale dello Sco (Servizio Centrale Operativo) di Roma, supportati da tre consulenti tecnici che dovranno tradurre la mole di documenti acquisiti in prove peritali. Nelle prossime settimane, l’analisi degli atti portati dal sindaco Conti incrocerà i registri contabili della Regione per tracciare il percorso dei soldi “spariti”: una caccia al tesoro che serve a dare una risposta ai cittadini di Niscemi, che oggi chiedono non solo ricostruzione, ma soprattutto giustizia.