Catania

Finto finanziere per truffare una famiglia: minorenne finisce in comunità

La telefonata choc e la consegna di soldi e gioielli

di Sergio Randazzo -

Si sarebbe presentato come incaricato del Tribunale dopo aver terrorizzato una giovane con la falsa notizia del coinvolgimento del padre in una rapina. Con questa accusa un 17enne catanese è stato collocato in comunità dai Carabinieri della stazione di Calatabiano, su disposizione del G.I.P. del Tribunale per i Minorenni di Catania. Il ragazzo è gravemente indiziato, insieme a due maggiorenni, di truffa ed estorsione aggravata con la tecnica del “falso finanziere”. I fatti risalgono all’ottobre 2025 e sono emersi dopo la denuncia presentata da un uomo di 54 anni e dalla figlia 23enne.

La telefonata choc e la consegna di soldi e gioielli

Secondo quanto ricostruito dai militari, il 54enne sarebbe stato contattato telefonicamente da un uomo che, fingendosi ufficiale della Guardia di Finanza, lo informava di un presunto coinvolgimento della sua auto in una rapina, invitandolo a raggiungere il comando di Taormina per chiarimenti. L’uomo, spaventato, si sarebbe allontanato da casa insieme alla moglie lasciando sola la figlia. Poco dopo la giovane avrebbe ricevuto altre telefonate intimidatorie da un falso appartenente alle forze dell’ordine che le intimava di preparare denaro e preziosi da consegnare a un incaricato. La ragazza, convinta della gravità della situazione, avrebbe consegnato 600 euro in contanti e gioielli per un valore di circa 1.500 euro.

Le indagini e le telecamere

A fare emergere la truffa sarebbe stato lo stesso 54enne che, arrivato al comando della Guardia di Finanza di Taormina, ha scoperto di non essere mai stato convocato. Determinanti per le indagini dei Carabinieri sono state le immagini di videosorveglianza della zona, che avrebbero consentito di ricostruire tutte le fasi della vicenda, compreso l’arrivo del minorenne a bordo di un’auto guidata da uno dei complici. Secondo gli investigatori, il giovane sarebbe entrato nell’abitazione delle vittime per poi uscire con una busta contenente denaro e preziosi appena consegnati dalla ragazza.