Cronaca

Smantellato gruppo armato accusato di violenze e spaccio

Sono accusati a vario titolo di detenzione e porto abusivo di armi da guerra e clandestine, lesioni e spaccio di sostanze stupefacenti

di Sergio Randazzo -

Sette giovani di età compresa tra i 19 e i 24 anni, tutti residenti ad Avola, sono stati arrestati dalla Polizia e dovranno rispondere di detenzione e porto abusivo di armi da guerra e clandestine, lesioni personali e spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione, eseguita all’alba dagli agenti della Squadra Mobile di Siracusa, del Commissariato di Avola e con il supporto di reparti specializzati, conclude una lunga attività investigativa avviata all’inizio del 2025.

Attraverso intercettazioni, servizi di osservazione e sistemi di videosorveglianza, gli investigatori hanno ricostruito l’attività di un gruppo ritenuto stabile e organizzato, composto da giovani del territorio siracusano. Secondo l’accusa, il gruppo sarebbe stato coinvolto in episodi di violenza armata, nello spaccio di sostanze stupefacenti e nell’introduzione di droga e telefoni cellulari all’interno della casa circondariale di Cavadonna.

Le indagini avrebbero inoltre documentato diverse spedizioni punitive organizzate contro gruppi rivali o singoli avversari, con l’obiettivo di consolidare il controllo criminale sul territorio avolese. In più occasioni il tempestivo intervento della polizia ha consentito di bloccare le aggressioni e sequestrare le armi prima che venissero utilizzate. Tra gli episodi più significativi emerge il sequestro di un vero e proprio arsenale nascosto in una cascina di contrada Falconara, a Noto, dove gli agenti hanno recuperato un fucile AK-47, una pistola mitragliatrice MP40 e numerose munizioni.

Gli investigatori hanno inoltre acquisito post e video pubblicati sui social network dagli indagati, nei quali venivano esibite armi e documentate prove di tiro. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati telefoni cellulari, dispositivi elettronici e circa 4.500 euro in contanti. Sei degli arrestati sono stati trasferiti nel carcere di Siracusa, mentre il settimo, già detenuto nell’ambito della stessa indagine, ha ricevuto la notifica del provvedimento in cella.