Cultura

Modica, la “scena” del Barocco attraverso gli altari

L’altare barocco non come semplice elemento decorativo, ma come una vera e propria macchina scenica e liturgica, capace di ridefinire lo spazio sacro dopo la ricostruzione successiva al terremoto del 1693. Se ne è discusso alla Domus Sancti Petri di Modica

di Chiara Scucces -

L’altare barocco non come semplice arredo, ma come il culmine dello spazio sacro: una vera e propria macchina liturgica e scenografica capace di fondere fede, arte e teatralità. È questa la chiave di lettura centrale emersa alla Domus Sancti Petri di Modica, durante la presentazione del volume “L’altare barocco nella Sicilia Iblea. Modelli architettonici, apparati, macchine sceniche”, curato da Lucia Trigilia. L’incontro, nato dalla sinergia tra il Centro Internazionale di Studi sul Barocco, la Parrocchia di San Pietro, l’Unitre, il Rotary Club di Modica e il Centro Studi Roma, ha offerto un’analisi profonda sulla ricostruzione post-terremoto del 1693. Un evento drammatico che si trasformò, tuttavia, in una straordinaria stagione di sperimentazione, posizionando l’area iblea come centro di eccellenza assoluta nella rielaborazione dei modelli romani, napoletani e spagnoli.