Attualità

Il Procuratore De Lucia in Commissione Antimafia

'Nelle carceri i boss continuano a comandare, smartphone a poche ore dall’arresto'. Lo ha detto il Procuratore Capo di Palermo, Maurizio De Lucia, oggi in audizione a Palazzo San Macuto davanti alla Commissione Parlamentare Antimafia

di Pinella Rendo -

L’audizione del Procuratore Capo di Palermo, Maurizio De Lucia, giunge in un momento di forte tensione tra la magistratura inquirente e il Ministero della Giustizia. Al centro del confronto, le condizioni degli istituti penitenziari e l’effettiva capacità dello Stato di isolare gli esponenti dei clan.

‘Poche ore dopo essere entrati in carcere, i mafiosi vengono muniti di apparecchi telefonici: è una situazione che riguarda tutti gli istituti di pena nazionali, non soltanto quelli siciliani’, ha dichiarato De Lucia davanti alla commissione presieduta da Chiara Colosimo. Il Procuratore ha sottolineato come la tipologia di strumenti introdotti sia cambiata nel tempo: se prima prevalevano i microcellulari, oggi si registra una massiccia presenza di smartphone che permettono ai detenuti nei regimi di alta e media sicurezza di mantenere il controllo sulle attività criminali all’esterno. Se il regime di carcere duro ex art. 41-bis continua a mostrare la propria efficacia nell’isolamento dei vertici, la falla principale risiede nei reparti ordinari e ad alta sicurezza, dove il flusso continuo di comunicazioni rischia di vanificare l’azione di contrasto svolta sul territorio dalle Forze dell’Ordine. Nel corso del suo intervento, il procuratore ha inoltre delineato le nuove prospettive tecnologiche e operative delle cosche, evidenziando il costante tentativo delle organizzazioni mafiose di modernizzare i propri strumenti per eludere i controlli delle forze dell’ordine.

Le parole di De Lucia hanno riacceso il dibattito politico, ricollegandosi alle recenti polemiche sollevate dalle opposizioni nei confronti del ministro della Giustizia Carlo Nordio in merito alle risorse allocate per la sicurezza penitenziaria. Dal centrosinistra arrivano attestati di solidarietà al magistrato e la richiesta al Governo di intervenire d’urgenza sul sistema carcerario, mentre la Commissione proseguirà le audizioni per tracciare un quadro completo delle criticità segnalate dalle procure distrettuali.