Ragusa
Modica, azzeramento della Giunta, si dimettono gli assessori Drago e Antoci
"Scelta irrevocabile, non ci saranno ripensamenti"
Dopo l’annuncio dell’azzeramento della Giunta da parte del sindaco, arrivano le dimissioni degli assessori, che con una nota congiunta hanno ufficializzato la conclusione della loro esperienza amministrativa e la decisione di non far parte del nuovo esecutivo comunale. Nel documento, gli ex assessori spiegano di aver rassegnato le dimissioni “per evitare qualsiasi fase di stallo amministrativo” e consentire al primo cittadino di procedere rapidamente alla nomina della nuova Giunta. Una scelta definita “irrevocabile”, già comunicata informalmente al sindaco e maturata, sottolineano, “con senso di responsabilità e nel pieno rispetto delle prerogative istituzionali”.
“Non ci sono più le condizioni”
Nella nota viene evidenziato come, allo stato attuale, non sussistano più le condizioni per proseguire il percorso politico-amministrativo intrapreso negli ultimi anni. Gli ex componenti della Giunta rivendicano il lavoro svolto, affermando di aver interpretato il ruolo di assessore come un servizio alla comunità e non come una posizione da difendere a ogni costo. Da qui la decisione di fare un passo indietro per favorire la continuità dell’azione amministrativa e consentire all’Amministrazione comunale di proseguire il proprio percorso senza incertezze.
I ringraziamenti e l’augurio ai successori
Nel comunicato non mancano i ringraziamenti rivolti al sindaco per la fiducia accordata, ai dirigenti e ai dipendenti comunali, ai colleghi amministratori e a quanti hanno collaborato nel corso del mandato. Gli ex assessori si dicono convinti che il lavoro realizzato rappresenti un patrimonio per la città e possa produrre effetti positivi anche negli anni futuri. Infine, rivolgono un augurio di buon lavoro a chi sarà chiamato a raccogliere il testimone, auspicando che i progetti già avviati possano essere portati avanti con la stessa attenzione e dedizione. La nota si conclude con la convinzione di aver sempre anteposto l’interesse della città a quello personale, lasciando l’incarico “con la serenità di chi ha operato con correttezza istituzionale fino all’ultimo giorno del mandato”.