Attualità
Una traversata per ricordare Giulia
Una traversata nel segno della solidarietà e di un messaggio preciso: i sogni non possono morire sulla strada
Trenta atleti in acqua per Giulia Scimone. A Torre Faro lo Stretto diventa il luogo del ricordo per la quindicenne morta in via Circuito, travolta da un motociclista, ancora agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio stradale.
“I sogni non possono morire sulla strada”, il messaggio, sul cartello allestito sulla spiaggia di via Palazzo, accompagna la traversata organizzata dall’associazione Insieme oltre le onde, nata dall’esperienza di un bambino trapiantato a nove anni e guarito dalla malattia. C’erano gli amici di Giulia, i vicini, gli abitanti del borgo e nuotatori arrivati da Milano, Brescia, Bologna e Latina. Per l’ottavo anno l’associazione ha attraversato lo Stretto, ma questa volta l’impresa è stata dedicata interamente alla ragazza.
A dare il via, con alcuni minuti di raccoglimento e preghiera, è stato padre Giuseppe La Speme, parroco di Torre Faro. Accanto alla famiglia, il dolore composto dei genitori, Nuccio e Tiziana, e del fratellino tredicenne. Poi l’omaggio floreale del presidente Giovanni Foletti, arrivato dalla Lombardia, e la partenza. Nonostante lo scirocco, gli esperti di Stretto Swim, guidati da Giovanni Arena, hanno affrontato il mare. Per Foletti, Giulia andava ricordata perché non si può morire così. L’iniziativa voleva essere un gesto di solidarietà verso la famiglia e di vicinanza alla comunità che da anni accoglie l’associazione. Il padre Nuccio ha raccontato un dolore che torna ogni giorno, entrando in casa. Ha ringraziato gli organizzatori, sottolineando che la morte della figlia non deve restare vana, i giovani devono divertirsi, ma rispettare se stessi e gli altri. Per la famiglia, il ricordo di Giulia resta bellissimo, mentre il presente è ancora segnato da un dolore indescrivibile. In acqua, ieri, a vincere è stata lei.