Cronaca

Morte Margaret Spada, a processo i due chirurghi

Avanza l’iter giudiziario sulla tragica scomparsa di Margaret Spada, la ventiduenne di Lentini deceduta due anni fa a Roma a seguito di complicazioni insorte durante un intervento di rinoplastica parziale. Il Gup della capitale ha disposto il rinvio a giudizio per i due medici, padre e figlio, con l'accusa di omicidio colposo. Intanto la famiglia della ragazza chiede giustizia

di Pinella Rendo -

C’è una prima svolta giudiziaria sulla morte di Margaret Spada, la ventiduenne siracusana di Lentini morta nel novembre del 2024 a Roma dopo essere finita in arresto cardiaco durante un intervento di chirurgia estetica. Il Gup ha disposto il rinvio a giudizio per omicidio colposo nei confronti dei due chirurghi estetici, Marco e Marco Antonio Procopio, padre e figlio, nello studio dei quali si svolse l’operazione. Il dibattimento si aprirà il prossimo 9 marzo davanti alla nona sezione collegiale del Tribunale di Roma.

Il giudice ha inoltre ammesso come parti civili i genitori di Margaret e il fidanzato, che quel giorno l’aveva accompagnata nella capitale. “Oggi abbiamo compiuto un primo passo verso la verità giudiziaria” ha commentato il legale della famiglia, evidenziando come dalle carte emergano profili di responsabilità definiti “allarmanti”: l’intervento sarebbe stato programmato in una struttura priva delle autorizzazioni e delle attrezzature di emergenza necessarie, tra cui un defibrillatore funzionante che, secondo i consulenti della Procura, avrebbe dato oltre il novantacinque per cento di possibilità di salvarle la vita.

Sulla vicenda è tornato ad intervenire anche il deputato siracusano del Movimento 5 Stelle Filippo Scerra, definendo il rinvio a giudizio un passaggio fondamentale per l’accertamento dei fatti, ma ponendo l’accento sulla necessità di rafforzare le garanzie per i cittadini: “Questa vicenda, sostiene il parlamentare, continua a sollevare interrogativi urgenti sui livelli di sicurezza, sui controlli nelle strutture dove si effettua medicina estetica e sulle idoneità professionali. Quando ci si affida alla sanità devono sempre essere garantiti i più alti standard di tutela per evitare che altre giovani vite vengano spezzate”.