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ChocoModica 2026, lo stop via WhatsApp e il gelo tra Comune
ChocoModica 2026 non si farà, e la decisione è stata comunicata alla Sindaca Maria Monisteri con un messaggio WhatsApp dal Consorzio di Tutela. Dopo settimane di trattative e lo stop definitivo all'edizione di quest'anno, l'Amministrazione annuncia un tavolo con le categorie e i produttori.
“Valuteremo se continuare la collaborazione con il Consorzio o aprire a nuove partnership”. Si conclude così la breve comunicazione social con cui ieri sera la sindaca di Modica Maria Monisteri ha ufficializzato la cancellazione di Chocomodica per il 2026; parole che decretano, al momento, uno scontro istituzionale a seguito della nota del Consorzio di Tutela del Cioccolato di Modica IGP guidato da Nino Scivoletto che rinvia tutto al 2027.
L’affondo della Sindaca Monisteri sembra segnare un punto di non ritorno: preso atto del rinvio deciso unilateralmente dal Consorzio, Palazzo San Domenico minaccia di sfilarsi e cambiare interlocutori. Nessuno mette in discussione i meriti storici del Consorzio nella tutela dell’IGP e nella crescita del brand, ma la cronaca recente racconta un’altra storia: quella di un ente che ad ottobre era pronto ad organizzare la manifestazione e che, di fronte alle rimostranze dei commercianti del centro storico e alla conseguente mediazione del Comune, ha preferito cancellare tutto, persino l’ipotesi di dicembre. La narrazione della scelta di responsabilità e della mancanza di tempi tecnici descritta nel comunicato del Consorzio scricchiola di fronte a quello che appare come una chiusura al dialogo con il tessuto cittadino
La risposta della prima cittadina all’affronto via chat? Annunciare la volontà di “sedersi a un tavolo” con commercianti, associazioni e produttori, consorziati e non.
Tra veti, orgoglio di categoria e diplomazia in frantumi, la resa dei conti rischia però di lasciare sul campo il danno economico. Un allarme rilanciato da Confcommercio. Il presidente cittadino Giorgio Moncada e il provinciale Gianluca Manenti provano a gettare acqua sul fuoco prima che la situazione degeneri in una faida permanente. Per il futuro serve un cambio di passo radicale: se il 2026 è ormai perduto, il 2027 pretenderà una visione diversa, maturità istituzionale e la capacità di fare davvero squadra. Per il bene della città e di chi ci lavora.