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In arrivo in Siciclia 201 poliziotti penitenziari. La Uil: “Servono nuove dotazioni organiche”
Sono 1.295 i nuovi agenti assegnati a livello nazionale, 201 dei quali destinati alla Sicilia
Saranno 201 i nuovi agenti di Polizia penitenziaria destinati alla Sicilia nell’ambito delle 1.295 assegnazioni complessive a livello nazionale. Un rinforzo che la Uil Fp Polizia Penitenziaria regionale giudica positivamente, ma che, secondo il sindacato, non risolve le criticità degli organici negli istituti penitenziari siciliani.
“Abbiamo battagliato sia con il vice capo del Dap Massimo Parisi sia con il direttore generale del Personale Monica Russo per avere un’integrazione di personale almeno in linea con parametri reali – afferma Gioacchino Veneziano, responsabile regionale della Uil Fp Polizia Penitenziaria –. Siamo moderatamente soddisfatti per le assegnazioni: in Sicilia arriverà oltre il 15% del totale nazionale”.
Le criticità degli organici
Secondo Veneziano, però, il dato sulle nuove assegnazioni deve essere letto alla luce della situazione complessiva del sistema penitenziario regionale. a Sicilia conta 23 strutture carcerarie, una capienza regolamentare complessiva di 6.442 posti e, al 30 settembre, quasi 7.400 detenuti. La Uil sottolinea inoltre una carenza di ispettori e sovrintendenti rispetto alle esigenze degli istituti. “Agli onorevoli e senatori della maggioranza siciliani che stanno propagandando il rinforzo degli organici consiglio moderazione – aggiunge Veneziano – e li invito a sollecitare il sottosegretario Balboni a rivedere le dotazioni organiche, soprattutto in Sicilia”.
Tra pensionamenti e assenze
A preoccupare il sindacato sono soprattutto le uscite previste nei prossimi mesi. «Tra il 2026 e il 2027 andranno in pensione 152 unità di Polizia penitenziaria», spiega Veneziano, aggiungendo che altre 80 unità risultano assenti da oltre nove mesi e potrebbero anch’esse andare in quiescenza. La Uil richiama infine l’attenzione su altre 64 unità che, pur risultando formalmente negli organici degli istituti penitenziari, sarebbero impegnate in servizi di scorta alle autorità e nel Nucleo investigativo regionale. “Andrebbero per logica esclusi – conclude Veneziano – ma oggi dopano i numeri reali”. Per il sindacato, quindi, la questione non riguarda soltanto il numero dei nuovi agenti assegnati, ma la necessità di aggiornare le dotazioni organiche sulla base del personale effettivamente disponibile negli istituti.