Attualità

Autotrasporto, operatori iblei chiamano le istituzioni

Stamani incontro all'ex provincia regionale di Ragusa

di Leuccio Emmolo -

La pressione sui costi e l’incubo di una paralisi produttiva hanno spinto l’autotrasporto della provincia di Ragusa a mobilitarsi ufficialmente. Di fronte all’ondata di proteste che in queste  settimane ha toccato i comparti produttivi e dei servizi in Sicilia il Comitato spontaneo locale ha scelto di investire direttamente le istituzioni e il tessuto economico del territorio della gravità del momento. L’appuntamento nella sala Mole dell’ex provincia regionale di Ragusa. Al centro della vertenza la condizione ormai critica delle imprese siciliane. Già storicamente penalizzate dalle difficoltà strutturali dell’insularità, le aziende si ritrovano a fronteggiare una sequenza di rincari fuori controllo: l’impennata del prezzo del gasolio, l’aumento delle tariffe marittime, i costi imposti dal sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS) e i sovrapprezzi per il carburante applicati dalle compagnie armatoriali.

 

Una combinazione di fattori che compromette drasticamente la competitività delle attività produttive regionali, mettendone a repentaglio la continuità operativa.

 

Dalla mobilitazione iblea è scaturita una richiesta perentoria all’esecutivo nazionale: l’apertura immediata di un tavolo di confronto concreto con il sistema produttivo siciliano. Al tavolo di lavoro hanno presi parte i rappresentanti istituzionali della provincia di Ragusa con in testa la presidente del Libero Consorzio comunale di Ragusa Maria Rita Schembari