Palermo
Operazione ‘Apocalisse’, pena ridotta a un boss; assolti altri 10
L'imputato era l'unico degli undici compresi nel giudizio abbreviato ad avere fatto ricorso
La prima sezione della Corte d’appello di Palermo ha ridotto la pena inflitta a Fabio Chianchiano, boss dello Zen, in un processo su mafia, estorsioni e droga.
‘Apocalisse’, era stato diviso in due tronconi
L’imputato era l’unico degli undici compresi nel giudizio abbreviato ad avere fatto ricorso: per gli altri dodici c’era stata, invece, l’impugnazione da parte della Procura, ma il collegio presieduto da Mario Conte, a latere Alessandro Quattrocchi e Riccardo Trombetta, ha respinto il ricorso, sostenuto in aula dal sostituto procuratore generale Rita Fulantelli. Il processo, che in origine era denominato ‘Apocalisse’, era stato diviso in due tronconi, perche’ altri sei imputati si trovavano in custodia cautelare e c’era il rischio della scadenza dei termini. I sei, tra cui il collaborante Silvio Guerrera, che ha dato un contributo decisivo all’indagine, sono stati tutti giudicati e condannati dalla quarta sezione della Corte, mentre gli altri – liberi per il processo, anche Chianchiano, che e’ detenuto per altro – sono stati giudicati in tempi meno serrati. Lo stralcio ha fra l’altro “alleggerito” il processo, rendendo piu’ celere la parte relativa ai detenuti. Le famiglie mafiose coinvolte sono quelle di Tommaso Natale, San Lorenzo e Zen. Chianchiano sta gia’ scontando 20 anni per l’omicidio di Franco Mazze’, avvenuto a marzo 2015 allo Zen per una banale lite. Nell’appello c’erano anche altri imputati scagionati sia dal Gup Claudia Rosini, nel 2021, che oggi in secondo grado: si tratta di Baldassare Migliore, Francesco La Barbera, Vito Scarpitta, Tommaso Contino e Salvatore D’Urso; poi Giuseppe Calvaruso e Sandro Diele; Salvatore Amato, Vincenzo De Lisi e Francesco Di Noto. (AGI)Pa1/Rob 312058 OCT 23 NNNN