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A Selinunte i pescatori minacciano di bloccare tutto
A Selinunte, in provincia di Trapani, i pescatori danno un ultimatum alla Regione: sette giorni per rendere di nuovo operativo il porticciolo, invaso da sabbia e posidonia. Altrimenti sarà protesta totale, con blocchi e serrata delle attività
A Selinunte i pescatori sono pronti alla protesta totale.
Sette giorni di tempo alla Regione per liberare il porticciolo da sabbia e posidonia. Poi scatteranno presidi, blocchi stradali e serrata delle attività.
Il Comitato dei pescatori di Marinella parla di porto ormai quasi inagibile, con fondali ridotti a pochi centimetri. Le barche non riescono a uscire e più di trenta famiglie sono senza reddito. A rischio, dicono, anche la sicurezza della borgata, perché i mezzi di soccorso avrebbero difficoltà a operare.
La tensione è aumentata dopo l’inchiesta su mafia e corruzione alla Regione e sul cosiddetto “business della posidonia”, che ha acceso i riflettori sugli appalti per il dragaggio. I pescatori parlano di promesse mai mantenute e annunciano l’intenzione di costituirsi parte civile nei futuri processi.
Intanto il Comune di Castelvetrano prova a muoversi. Il sindaco ha annunciato un intervento urgente e minimale: rimuovere le rocce cadute dai moli dopo il maltempo e dragare almeno l’imboccatura del porto per consentire il passaggio delle barche.
L’intervento strutturale da oltre 500 mila euro resta invece in capo alla Regione ed è previsto per metà aprile. Ma i tempi della burocrazia preoccupano.
La lettera alla Regione è stata firmata da 35 pescatori.
Il conto alla rovescia è iniziato. Se non arriveranno risposte concrete, Selinunte rischia il blocco totale.