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Accoltellamento in via Libertà: donna ricoverata in gravi condizioni – VIDEO

La donna, prima di essere sottoposta alle cure, avrebbe riferito di non aver visto chiaramente il volto dell’aggressore

di Sergio Randazzo -

Paura nel pomeriggio in via Libertà, dove una donna di 56 anni è stata ferita con un’arma da taglio mentre si dirigeva verso la propria auto. L’aggressione è avvenuta nei pressi dell’incrocio con via Raffaello Mondini, in una delle zone più frequentate della città. Secondo le prime ricostruzioni, la vittima era appena uscita da un esercizio commerciale quando sarebbe stata avvicinata alle spalle da un uomo. Senza alcun apparente scambio di parole, l’aggressore avrebbe colpito la donna alla schiena per poi darsi alla fuga a piedi.

I soccorsi e il ricovero a Villa Sofia

L’allarme è scattato immediatamente. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e diverse pattuglie della Polizia di Stato. La donna, inizialmente cosciente, è stata stabilizzata e trasportata d’urgenza all’ospedale Villa Sofia. I medici hanno riscontrato una profonda ferita al dorso. Le condizioni sono apparse da subito serie e la prognosi è attualmente riservata. Gli accertamenti clinici sono in corso per verificare l’eventuale coinvolgimento di organi vitali.

Caccia all’aggressore

La Questura ha avviato una vasta operazione di ricerca. Una nota con la descrizione del presunto responsabile è stata diramata via radio agli equipaggi delle Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico. Gli investigatori stanno analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, nel tentativo di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e individuare il percorso di fuga dell’uomo.

Ipotesi investigative al vaglio

Al momento non si esclude alcuna pista. In una fase iniziale si era ipotizzato un tentativo di rapina, ma tale scenario sembra perdere consistenza: dopo il ferimento, infatti, l’uomo non avrebbe sottratto nulla alla vittima. La donna, prima di essere sottoposta alle cure, avrebbe riferito di non aver visto chiaramente il volto dell’aggressore e di non averlo riconosciuto. Elementi che rendono ancora più complesso il lavoro degli inquirenti.