Attualità
Aggressione Milano, Cassì: “Vicino alla famiglia”
Il primo cittadino richiama poi istituzioni e comunità alle proprie responsabilità di fronte alle derive della violenza giovanile
Profonda indignazione e sgomento in tutta Italia sta destando la brutale aggressione avvenuta a Milano ai danni di un ragazzo di 22 anni, originario di Ragusa. Il giovane, studente alla Bocconi, era stato picchiato, rapinato e poi accoltellato lo scorso 12 ottobre in via Rosales, nella zona di corso Como, da un gruppo di cinque giovanissimi, tre minorenni e due maggiorenni, ora tutti raggiunti da misure cautelari per tentato omicidio e rapina aggravata. Un accoltellamento che gli ha provocato lesioni gravissime, con danni al midollo osseo e il rischio di un’invalidità permanente. A Ragusa, la notizia ha colpito l’intera comunità. Il sindaco Peppe Cassì, da noi intervistato, ha raccontato di aver seguito da vicino fin dalle prime ore l’evolversi della situazione, rimanendo in contatto costante con la famiglia
C’è un problema sociale che riguarda tutti: scuola, famiglie, istituzioni. Non possiamo limitarci a condannare; dobbiamo chiederci perché ragazzi così giovani arrivino a compiere violenze tanto crudeli. Serve un patto educativo più forte, una comunità che accompagni, che prevenga, che non abbandoni.
Il ragazzo e la sua famiglia stanno affrontando una prova dolorosissima. Hanno bisogno di sostegno, non di clamore; solo il tempo stabilirà la gravità dei danni subiti dall’aggressione. L’aggressione di Milano riaccende, dunque, il dibattito sulla violenza giovanile e sulla fragilità sociale che attraversa tanti contesti urbani. Ma a Ragusa lascia soprattutto l’amarezza per un giovane concittadino colpito in modo tanto grave, mentre cercava semplicemente di vivere la sua quotidianità da studente fuori sede.