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Allarme pesce scorpione, catturato esemplare a Punta Secca
Nuovo allarme per le specie aliene nei mari siciliani. Al largo di Punta Secca, nel ragusano, è stato individuato e catturato il primo esemplare ufficiale in quella provincia di pesce scorpione, un predatore tropicale originario del Mar Rosso e dell'Oceano Indiano.
È bastato un solo scatto per far scattare l’allarme rosso nei mari ragusani. Al largo di Punta Secca, a una profondità di circa venti metri, è stato individuato e prelevato il primo esemplare ufficiale di pesce scorpione della provincia di Ragusa. La scoperta si deve a un subacqueo esperto, Federico Brugaletta, che ha subito segnalato la presenza dell’animale nell’ambito del progetto di “Citizen Science”, l’iniziativa di scienza partecipata promossa dal Museo Civico di Storia Naturale di Comiso.
L’esemplare si trova adesso nei laboratori del museo comisano, dove l’équipe di ricercatori lo sottoporrà ad approfondite analisi morfologiche, genetiche e molecolari per tracciarne la linea filogenetica. Ma la sua presenza preoccupa, e non poco, gli scienziati. Il pesce scorpione, parente tropicale dei nostri scorfani, è infatti un predatore formidabile e voracissimo che caccia all’alba e al tramonto. La sua introduzione rischia di decimare i piccoli pesci e gli invertebrati locali, alterando per sempre l’equilibrio della nostra biodiversità marittima. Oltre al danno ecologico, c’è un serio pericolo sanitario per l’uomo. Il pesce scorpione possiede diciotto spine velenose che possono causare punture dolorosissime, febbre e problemi respiratori. Trattandosi di una tossina termolabile, i protocolli medici consigliano, in caso di contatto accidentale, di immergere subito la ferita in acqua molto calda per neutralizzare il veleno, prima di correre in ospedale. L’appello degli esperti a bagnanti e subacquei resta categorico: non toccarlo mai e segnalare subito la sua presenza.