Ragusa

ANCE Ragusa: “Le infrastrutture sono la chiave per la crescita”

L'appello dopo il Rapporto della Banca d'Italia

di Sergio Randazzo -

Il rallentamento della crescita economica della Sicilia rende ancora più strategico il ruolo delle infrastrutture. È la posizione di ANCE Ragusa, che interviene dopo la pubblicazione del Rapporto annuale della Banca d’Italia, dal quale emerge come nel 2025 il Pil dell’Isola sia cresciuto dello 0,6%, mentre il settore delle costruzioni abbia continuato a rappresentare uno dei principali motori dello sviluppo regionale, sostenuto dagli investimenti pubblici.

Secondo l’associazione dei costruttori, la fase di crescita legata al PNRR non deve rimanere un’esperienza temporanea, ma trasformarsi in una politica strutturale di investimenti, fondata sul completamento delle grandi opere infrastrutturali.

«Serve una rete moderna per colmare il divario»

Per il presidente di ANCE Ragusa, Giorgio Firrincieli, il territorio ibleo non chiede trattamenti di favore, ma strumenti per competere ad armi pari con il resto della regione.

Tra le priorità indicate figura il completamento del collegamento tra Ragusa e Catania, attraverso l’ammodernamento della Strada Statale 514 di Chiaramonte e della Strada Statale 194 Ragusana, considerato essenziale per superare il deficit infrastrutturale che da anni penalizza il territorio.

L’associazione richiama inoltre l’attenzione sul completamento dell’Autostrada Siracusa-Gela. Attualmente il tracciato si interrompe a Modica, mentre il lotto fino a Scicli non dispone ancora della necessaria copertura finanziaria e manca una programmazione definita per il proseguimento verso Ragusa e Gela.

Porto, aeroporto e strade come un unico sistema

Per ANCE Ragusa le principali opere del Sud-Est siciliano devono essere considerate parte di un’unica rete infrastrutturale. Oltre alla Ragusa-Catania e alla Siracusa-Gela, l’associazione indica come strategici anche il Porto di Pozzallo e l’Aeroporto di Comiso.

Il completamento di questo sistema, secondo Firrincieli, consentirebbe di rafforzare la competitività del distretto agroalimentare e manifatturiero ibleo, sostenere l’export, attrarre nuovi investimenti e valorizzare il potenziale economico dell’intero Sud-Est dell’Isola.

Rigenerazione urbana e manutenzione del territorio

L’associazione richiama infine la necessità di garantire continuità agli investimenti anche nella rigenerazione urbana, nell’edilizia scolastica, nella manutenzione delle infrastrutture esistenti e negli interventi contro il dissesto idrogeologico.

«Le imprese – conclude Firrincieli – hanno dimostrato di saper affrontare le sfide del mercato. Ora spetta alle istituzioni assicurare una programmazione stabile, completare le infrastrutture strategiche e trasformare gli investimenti in una vera politica industriale capace di generare crescita, occupazione e maggiore competitività per il territorio».