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Arriva l’ordinanza su vetrine e saracinesche. E a Modica?

Pulizia delle vetrine, rimozione di rifiuti e oscuramento decoroso dei locali sfitti: è quanto prevede l’ordinanza firmata dal sindaco di Vittoria, Francesco Aiello, per restituire ordine e dignità alle vie centrali della città. Ma l’opposizione insorge; mentre altrove, come a Modica, si attende ancora una misura simile, che magari non salverà il centro storico, ma almeno l’immagine.

di Chiara Scucces -

Un’ordinanza chiara, puntuale e con un obiettivo concreto: ridare decoro e dignità agli spazi urbani, soprattutto nelle aree centrali e a vocazione commerciale. È quella firmata dal sindaco di Vittoria, Francesco Aiello, che ha deciso di mettere ordine in un tema spesso trascurato ma cruciale per l’immagine e la vivibilità delle città: lo stato delle vetrine e delle saracinesche dei locali commerciali, sia attivi che dismessi.

L’ordinanza entrerà in vigore il 21 ottobre 2025 e riguarderà tutto il territorio comunale, con un’attenzione particolare al centro commerciale naturale di via Cavour e Piazza del Popolo, due delle principali vetrine cittadine. Aiello è chiaro: “Il decoro urbano è un segno di rispetto verso la città, i cittadini e le attività che continuano a investire sul territorio”. Tra le misure previste: pulizia obbligatoria di vetrine e saracinesche; rimozione di manifesti e volantini non autorizzati; oscuramento decoroso dei locali sfitti, preferibilmente con immagini storiche o paesaggistiche; eliminazione di rifiuti e cavi non a norma. Le sanzioni per chi non si adeguerà vanno da 25 a 500 euro. In caso di mancato intervento da parte dei proprietari, sarà il Comune a provvedere, addebitando le spese agli inadempienti. Una presa di posizione netta, che punta anche al rilancio del commercio locale e alla preparazione delle festività natalizie, quando le città devono apparire al meglio.

Non si è fatta attendere la reazione dell’opposizione: il consigliere Giuseppe Scuderi (Fratelli d’Italia) parla di “provvedimento punitivo” e accusa l’amministrazione di “scaricare le colpe su chi ha già chiuso”. Una polemica che appare però fuori fuoco. L’ordinanza non mira a penalizzare chi è in difficoltà, ma a tutelare l’immagine della città, prevenire il degrado e rendere più accoglienti le vie centrali. Pretendere che chi possiede un immobile tenga almeno pulita la vetrina o oscuri decorosamente un locale vuoto è buon senso, non accanimento.

Piuttosto nasce spontaneo un confronto. A Modica, città con un centro storico di grande valore architettonico e turistico, la situazione è ben diversa. Le vetrine sfitte sono numerose – troppe – e in molti casi contribuiscono a restituire un’immagine di abbandono e incuria che stride con la bellezza dei luoghi. Cartoni alle finestre, saracinesche arrugginite, vecchie insegne sbiadite, vetri rotti e locali invasi dalla polvere o da volantini scaduti. Spesso basta una passeggiata tra Corso Umberto, via Marchesa Tedeschi o nelle adiacenze di Piazza Matteotti per rendersi conto del quadro. E la domanda è inevitabile: serve davvero tanto per copiare un’ordinanza come quella di Vittoria?

Da Palazzo San Domenico fanno sapere che l’idea è al vaglio della Giunta;  magari non sarà questa ordinanza a salvare il centro storico di Modica, ma almeno restituirebbe un’immagine più decorosa, se non altro per salvare le apparenze. E in una città d’arte e di turismo, anche le apparenze contano. Intanto, si continua a discutere, a rinviare, a litigare in aula tra mozioni e interrogazioni che spesso non approdano a nulla. Ma il tempo passa e la città si spegne. Il centro perde vitalità, e con essa anche attrattività turistica e commerciale.

Forse è davvero ora di smettere con i tatticismi e iniziare a fare il proprio dovere. Anche solo prendendo spunto da chi, a pochi chilometri di distanza, ha avuto il coraggio di agire.