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AST, una bara di fronte al parlamento per il de profundis dell’azienda
In protesta i lavoratori interinali per stipendi in ritardo e mancato rinnovo dei contratti
Forse è l’ora del De profundis per l’Ast, l’azienda siciliana trasporti alle prese con una crisi finanziaria che si trascina da anni.
Davanti al parlamento regionale i lavoratori interinali dell’Azienda hanno manifestato per il mancato rinnovo del loro contratto e per il ricorso ad aziende concorrenti per coprire le tratte di servizio. I lavoratori hanno portato anche una bara, “simbolo della morte dell’Ast”, storica azienda dei trapsorti partecipata al 100% della Regione. Sotto a Palazzo dei Normanni anche uno striscione con un appello al presidente della Regione, Renato Schifani: “Solo tu puoi salvarci”, si legge.
Ma i sindacati accusano: stipendi in ritardo e servizi garantiti per anni ora scaricati sui più deboli.
“Dopo la disdetta della convocazione in commissione, i lavoratori ribadiscono con fermezza che i ‘somministrati’ di Ast meritano rispetto e risposte dalle istituzioni”, affermano Giuseppe Cusimano, coordinatore Felsa Cisl, e Danilo Borrelli, segretario generale UILTemp Sicilia. “Si tratta di 35 padri di famiglia che da domani rimarranno a casa, dopo aver retto i servizi dell’azienda per tanti anni – continuano -. A questo si aggiunge anche il mancato pagamento dello stipendio di febbraio”. Intanto salta l’audizione del presidente dell’Ast Luigi Genovese in commissione trasporti e e si apre lo scontro politico sugli accordi con i privati per la gestione delle tratte.
Sullo sfondo resta il paradosso degli appalti assegnati sul trasporto pubblico locale in Sicilia, un plafond miliardiario assegnato a un cartello di operatori privati