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Autotrasportatori, cresce la rabbia

Lo sciopero nazionale degli autotrasportatori coinvolge anche Gela e il resto del Sud, contro il caro carburante. In città si somma alla protesta degli agricoltori, in presidio ormai da 18 giorni per chiedere risposte concrete ai rincari del gasolio

di finmedia -

Lo sciopero nazionale degli autotrasportatori coinvolge anche Gela e il resto del Sud, contro il caro carburante. In città si somma alla protesta degli agricoltori, in presidio ormai da 18 giorni per chiedere risposte concrete ai rincari del gasolio.

Al momento si tratta di una manifestazione, ma senza risposte concrete da parte delle istituzioni la protesta potrebbe trasformarsi in un vero e proprio blocco. Il caro gasolio continua a pesare sui bilanci di imprese e lavoratori, mettendo in difficoltà due settori strategici per l’economia: il trasporto delle merci e l’agricoltura. Gli autotrasportatori denunciano l’insostenibilità dei costi legati al carburante, una voce di spesa fondamentale per chi ogni giorno garantisce la movimentazione delle merci. Il rischio è che le difficoltà del comparto finiscano per ripercuotersi sull’intera filiera, con conseguenze anche sui consumatori.

A Gela, la mobilitazione si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione. Da 18 giorni, infatti, gli agricoltori portano avanti la loro protesta contro il caro carburante e l’aumento dei costi di produzione, che continuano a mettere sotto pressione le aziende del territorio.

Due categorie diverse, unite dalla stessa richiesta: interventi concreti per fronteggiare i rincari e garantire la sostenibilità delle attività. Per il momento, quella degli autotrasportatori resta una manifestazione di protesta. Ma il messaggio è chiaro: in assenza di risposte concrete, la mobilitazione potrebbe inasprirsi e trasformarsi in un blocco vero e proprio, con possibili ripercussioni sulla circolazione delle merci. La situazione resta dunque in evoluzione. L’attenzione è rivolta alle prossime mosse delle categorie coinvolte e alle eventuali risposte delle istituzioni, chiamate a intervenire per evitare che la protesta si allarghi ulteriormente.