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Bilancio Modica, è scontro Amministrazione-Pd

E' bufera politica a Modica dopo il via libera della Giunta Monisteri al Bilancio Stabilmente Riequilibrato. Se martedì scorso la Sindaca, in conferenza stampa, aveva presentato il documento come l'unica via per la salvezza e il rilancio della città, oggi arriva la durissima replica del Partito Democratico.

di Chiara Scucces -

La tregua è finita prima ancora di cominciare. La conferenza stampa di martedì scorso, in cui la Sindaca Maria Monisteri annunciava con ottimismo il varo dell’ipotesi di Bilancio Stabilmente Riequilibrato 2023-2027, non ha convinto l’opposizione. Anzi.

Il Partito Democratico rompe il silenzio e parla di un “impegno tradito”. Secondo i Dem, la Sindaca aveva assicurato un confronto con le forze sociali e produttive prima del voto in Giunta. Invece, denunciano, il documento è stato partorito nel segreto delle stanze del potere, consegnando alla città un “prendere o lasciare”.

Ma non è solo una questione di metodo. Mentre martedì la Sindaca Monisteri ha dipinto il Bilancio Stabilmente Riequilibrato come lo strumento tecnico necessario per ‘blindare’ i conti e guardare al post-dissesto, il Partito Democratico solleva dubbi sulla tenuta stessa di questa impalcatura. Il nodo è la capacità di riscossione: secondo i Dem, la Giunta avrebbe inserito entrate ‘ottimistiche’ senza prevedere una vigilanza concreta sui tributi locali, il che rischierebbe di trasformare il bilancio in un castello di carta. Sotto la lente finisce anche il PNRR: se la Sindaca lo vede come il volano del rilancio, l’opposizione teme l’effetto ‘bolla’. Una volta esauriti i cantieri straordinari, il Comune si ritroverebbe con una spesa corrente insostenibile e servizi essenziali — dal sociale alle manutenzioni — già ridotti all’osso dai tagli lineari decisi in queste ore.

Non è solo una sfida ai numeri, dunque, ma una divergenza profonda sul destino dei creditori: il PD chiede garanzie su chi ha già lavorato per l’Ente, temendo che nel nuovo piano di rientro imprese e fornitori locali finiscano in fondo alla lista delle priorità.” Il PD, poi,  attacca poi frontalmente l’eredità del passato: il dissesto, dicono, ha firme e responsabilità precise legate all’Amministrazione Abbate, di cui l’attuale Sindaca è stata parte integrante. Bollata come “demagogia” la riduzione delle indennità, i Dem annunciano battaglia in Aula: nessun ostruzionismo sterile, assicurano, ma nemmeno cambiali in bianco. La scadenza del 31 maggio per l’approvazione in Consiglio si preannuncia caldissima.