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Borse di studio a rischio blocco

Il rischio blocco riguarda gli specializzandi sanitari: appetto ai Rettori. A sollevare il caso è il deputato regionale Ignazio Abbate

di Pinella Rendo -

Risorse stanziate, iter parlamentare superato, ma burocrazia universitaria ancora al palo. C’è forte preoccupazione tra i centinaia di giovani laureati dell’area sanitaria non medica in Sicilia, rimasti in attesa dell’erogazione delle borse di studio previste per l’Anno Accademico 2025/2026. La norma approvata nell’ultima finanziaria regionale — con uno stanziamento di 5 milioni di euro all’anno per il triennio 2026-2028 — punta a garantire per la prima volta un sostegno economico dignitoso a categorie storicamente penalizzate rispetto ai colleghi medici: biologi, chimici, farmacisti, fisici, veterinari e odontoiatri. A sollevare il caso è l’Onorevole Ignazio Abbate, primo firmatario dell’articolo 46 che ha istituito il fondo. Secondo quanto denunciato dal deputato regionale, a bloccare l’emissione dei decreti di impegno e il successivo saldo delle somme sarebbe la mancata trasmissione delle liste degli iscritti da parte dei tre principali atenei dell’isola: Palermo, Catania e Messina.

“È inaccettabile che, dopo aver difeso la norma anche davanti ai rilievi del Governo Nazionale, siano le Università a fare da imbuto burocratico. Parlare di contrastare la fuga dei nostri giovani non serve se poi non sosteniamo chi decide di restare.” La richiesta dati da parte del Dipartimento regionale dell’Istruzione è partita a fine giugno. Senza queste informazioni ufficiali, gli uffici regionali non possono calcolare il riparto delle risorse né procedere ai pagamenti. L’appello punta ora ai Magnifici Rettori affinché inoltrino subito la documentazione necessaria, chiamando in causa anche l’intervento del Presidente Renato Schifani e dell’Assessore Turano per sbloccare con urgenza un intervento considerato strategico per il futuro della sanità e della ricerca in Sicilia.