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Busacca, polemica sul centro per il recupero dalle dipendenze
L’Asp di Ragusa vuole aprire a Scicli un Centro di Pronta Accoglienza per persone in fase di recupero. Il sindaco Marino ribadisce la contrarietà, mentre dall’opposizione arriva l’invito a discutere con serenità sul valore del progetto.
A Scicli si è acceso il dibattito dopo l’annuncio del sindaco Mario Marino, contrario all’ipotesi che l’Asp di Ragusa apra una struttura per il recupero dalle dipendenze in un padiglione dell’ospedale Busacca.
Nelle prime comunicazioni del Comune si è parlato di un presunto “CAI”, ma si tratta in realtà di un CPA – Centro di Pronta Accoglienza, struttura espressamente prevista dalla legge regionale 26 del 2024 e destinata a tutte le Aziende sanitarie provinciali siciliane.
Il CPA è una struttura a bassa soglia, intermedia tra i SerT e le comunità terapeutiche, dove i pazienti con una dipendenza vengono ricoverati per un periodo di circa trenta giorni. Durante questo tempo vengono stabilizzate le condizioni sanitarie e impostato il percorso di recupero e reinserimento più adeguato.
“È un progetto di recovery molto interessante, ha spiegato il responsabile dei SerT della provincia Pippo Mustile, e rappresenta una risposta seria rispetto alle sofferenze delle famiglie e dei consumatori”.
Le linee guida sono indicate all’interno del decreto dell’assessorato regionale alla Salute n. 631 del 3 giugno 2025; si tratta, come detto, di una struttura intermedia con una componente residenziale o semiresidenziale, e con circa 12 posti letto secondo i parametri previsti dal decreto assessoriale.
Il sindaco di Scicli, Mario Marino, resta contrario all’apertura della struttura all’interno del Busacca, ritenendo che “mal si concili con i servizi attualmente erogati dal presidio ospedaliero”. Marino ha incontrato il direttore generale dell’Asp, Pino Drago, per manifestare ufficialmente la posizione dell’amministrazione e ha annunciato la convocazione dei consiglieri comunali per un confronto sul tema.
Di segno opposto la posizione della consigliera di opposizione Caterina Riccotti, che invita a una discussione più informata: “Non si tratta di un luogo dove ci si droga, ha precisato, ma di un centro dove si viene aiutati a uscire dalla dipendenza. È un servizio di cura e riabilitazione, non un problema da tenere lontano”.
Il progetto dell’Asp tocca corde profonde nella comunità sciclitana, divisa tra timori e necessità di servizi sociosanitari innovativi. Gli operatori del settore e gli esperti, tuttavia, sottolineano come il CPA rappresenti una novità positiva nel sistema di cura delle dipendenze, pensata proprio per sostenere pazienti e famiglie nella fase più fragile del percorso di guarigione.