Attualità
Caldo in classe, la proposta di Prelati
L'idea è quella di riallocare i fondi della copertura integrativa per docenti e personale ATA per dotare gli istituti di impianti di raffrescamento
Trasformare una risorsa già a bilancio in un intervento strutturale per il benessere di docenti, personale scolastico e studenti. È la sfida lanciata con una petizione popolare da Fabio Prelati, insegnante presso l’Istituto Professionale “G. Marconi” e assessore al Comune di Vittoria.
Al centro della mobilitazione c’è l’emergenza del microclima nelle aule scolastiche, esasperata dalle recenti e prolungate ondate di calore che rendono invivibili i complessi scolastici nei mesi di maggio, giugno, settembre e durante la sessione estiva degli Esami di Stato. La proposta punta a una riallocazione diretta delle risorse: stornare i 320 milioni di euro stanziati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per il quadriennio 2026–2029 (80 milioni all’anno), attualmente dedicati alla polizza assicurativa integrativa per i circa 1,2 milioni di dipendenti della scuola, e destinarli integralmente all’installazione di condizionatori, pompe di calore e sistemi di ventilazione. «Non si tratta di chiedere nuove risorse, ma di far fruttare al meglio ciò che è già disponibile.
Garantire ambienti idonei è la prima tutela della salute nei luoghi di lavoro, come previsto dal D.Lgs. 81/2008» — Fabio Prelati. Secondo le stime della petizione, la quota media riservata a ciascuna delle circa 8.000 autonomie scolastiche italiane ammonterebbe a circa 40.000 euro nel quadriennio. Una cifra che consentirebbe a ogni istituto di intervenire subito sulle aule ed aree più critiche o esposte al sole. La doppia veste del promotore — operatore della scuola e amministratore locale — fa da ponte tra le esigenze didattiche quotidiane e le competenze degli Enti Locali responsabili degli edifici scolastici, accendendo i riflettori su una criticità storica dell’edilizia scolastica nazionale.
La petizione, indirizzata al Ministro dell’Istruzione e del Merito, ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali e alle Organizzazioni Sindacali, richiede procedure celeri di ripartizione e un piano d’azione progressivo per rendere la vivibilità termica una priorità della sicurezza scolastica.