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Caso Amata, la decisione del Gup il 20 aprile

Slitta ancora la decisione sull’eventuale processo per corruzione a carico dell’assessora al Turismo Elvira Amata. E si potrebbero allungare i tempi per il rimpasto di governo. Per il presidente dell’Ars Galvagno, processo il 4 maggio con rito immediato

di Piero Messina -

È uno stillicidio di attese e passaggi giudiziari che tiene in sospeso anche gli equilibri politici della Regione siciliana. La posizione dell’assessora al Turismo Elvira Amata, infatti, continua a pesare sul rimpasto del governo guidato da Renato Schifani. Servono altre due udienza per conoscere il destino dell’assessora.

Il 23 marzo pubblici ministeri e difese discuteranno davanti al giudice per l’udienza preliminare. La decisione è attesa per il 20 aprile, quando il Gup Walter Turturici stabilirà se rinviare a giudizio l’assessora e l’imprenditrice Marcella Cannariato.

I pm Felice De Benedittis e Andrea Fusco contestano alle due donne l’accusa di corruzione in uno dei filoni dell’inchiesta che coinvolge anche il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno.

Secondo l’accusa, Amata avrebbe ottenuto dall’imprenditrice Marcella Cannariato l’assunzione del nipote e il pagamento dell’alloggio a Palermo per circa 4.600 euro, in cambio del decreto con cui l’assessorato finanziava con 30 mila euro una manifestazione della fondazione Marisa Bellisario.

Le difese respingono ogni ipotesi di accordo corruttivo e parlano di rapporti di semplice amicizia. Nel fascicolo sono finite anche le chat tra le due imputate: per la Procura dimostrerebbero rapporti che sconfinano nell’illecito, mentre per gli avvocati sarebbero conversazioni del tutto legittime.

L’imprenditrice ha scelto il rito abbreviato e conoscerà il suo destino giudiziario il 20 aprile. Elvira Amata, invece, in caso di rinvio a giudizio affronterà il processo con rito ordinario.

Discorso a parte per il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno. Il suo processo, con rito immediato, inizierà il 4 maggio: è accusato di peculato.

Resta infine aperto il nodo delle intercettazioni, al centro dello scontro tra accusa e difesa nell’inchiesta partita dal caso degli eventi di Cannes e poi allargatasi ai presunti favoritismi nei finanziamenti pubblici per manifestazioni ed eventi.