Attualità

Rapporto geologi sulla frana. Audizione in Senato

Mentre i tecnici confermano la sicurezza del centro abitato, l’isolamento delle strade provinciali mette in ginocchio agricoltura e imprese

di Pinella Rendo -

Da un lato ci sono i satelliti Sentinel-1, che dai loro 700 chilometri di altezza scrutano il suolo siciliano restituendo grafici e coordinate; dall’altro ci sono le saracinesche abbassate e i tir carichi di prodotti agricoli che non possono lasciare la città.

È la fotografia di una Niscemi ferita, sospesa tra una sicurezza geologica che stenta a consolidarsi e un’emergenza economica che, invece, corre velocissima. La seconda relazione tecnica firmata dal team dell’Università di Firenze, guidato dal geologo Nicola Casagli, mette nero su bianco lo stato del versante dopo il disastro di gennaio. I dati dell’interferometria radar  sono rassicuranti: il centro abitato è stabile, anche all’interno della fascia di 150 metri dal fronte della frana.

Tuttavia, il terreno non è ancora del tutto fermo. “Si rilevano spostamenti residui fino a 25 millimetri nel versante a valle del quartiere Sante Croci”, si legge nel rapporto acquisito dalla Procura di Gela. Movimenti millimetrici per la scienza, ma macigni per chi attende la riapertura delle strade provinciali SP11 e SP10, arterie vitali ancora oggi parzialmente paralizzate. Mentre la Procura analizza i margini d’errore delle rilevazioni la disperazione dei cittadini è arrivata fino a Palazzo Madama. Durante un’audizione dinanzi alla commissione Industria, i rappresentanti dei commercianti hanno dipinto un quadro drammatico.

“Il nostro locale si trova a 50 metri dalla frana, in piena zona rossa”, ha testimoniato una delle titolari colpite. “Ad oggi sono stati stanziati al massimo 20 mila euro: briciole che non permettono né di ripartire, né di investire. Chi opera sul confine vive in un limbo”.  Poi c’è l’isolamento infrastrutturale. Senza collegamenti stradali efficienti, i costi di trasporto lievitano e la competitività crolla. Non bastano le analisi dei geologi per dichiarare il cessato allarme; serve un piano straordinario di investimenti che vada oltre i primi ristori e che restituisca al territorio le sue strade.