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Caso Maiorana, richiesta di riapertura dell’indagine

Rossella Accardo: "Continuerò a battermi alla ricerca della verità"

di Redazione -

A distanza di quasi diciotto anni dalla scomparsa di Antonio e Stefano Maiorana, padre e figlio svaniti nel nulla a Palermo il 3 agosto 2007, si riaccende una flebile ma concreta speranza di verità. È stata infatti depositata alla Procura di Palermo una richiesta formale per valutare la possibile riapertura dell’indagine su una vicenda che, ancora oggi, presenta numerosi punti oscuri.

A renderlo noto è l’avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Rossella Accardo, madre di Stefano, allora ventiduenne, ed ex moglie di Antonio, 47 anni, entrambi imprenditori edili. Secondo il legale, le precedenti indagini non avrebbero approfondito alcuni elementi chiave e la recente cattura di Matteo Messina Denaro, insieme alle indagini sulla sua lunga latitanza, potrebbe offrire nuovi spunti investigativi, anche in relazione alla scomparsa dei Maiorana.

Antonio e Stefano si erano allontanati dal cantiere edile di Isola delle Femmine senza fare più ritorno. Nell’inchiesta, nel corso degli anni, erano stati indagati il costruttore Francesco Paolo Alamia e Giuseppe Di Maggio, titolare di una ditta di movimento terra di Torretta, ma il caso non ha mai trovato una soluzione definitiva.

Rossella Accardo non ha mai smesso di cercare risposte. A un anno e mezzo dalla scomparsa del marito e del figlio, ha dovuto affrontare un’altra tragedia: la morte per suicidio dell’altro figlio, Marco. Un dolore devastante che non ha però spento la sua determinazione. Proprio per tenere viva la memoria e continuare la battaglia per la verità, la donna ha fondato la “Fondazione Marco e Stefano Maiorana”, con l’obiettivo di sostenere la ricerca della verità e mantenere alta l’attenzione su una storia che, per i familiari, non può e non deve essere archiviata.