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Casteldaccia due anni dopo: la relazione e il monito di Mattarella

Non fu una fatalità, ma la diretta conseguenza di norme sulla sicurezza totalmente disattese. A poco più di due anni dalla strage sul lavoro di Casteldaccia, in cui morirono cinque operai, la Commissione parlamentare d'inchiesta ha presentato oggi a Palermo la sua relazione conclusiva. Un duro monito arriva anche dal Presidente della Repubblica, Mattarella, che definisce le morti bianche "una ferita per l'intera collettività".

di Chiara Scucces -

La corona di fiori deposta questa mattina a Casteldaccia per onorare la memoria. E una relazione parlamentare per mettere nero su bianco che quelle cinque vite spezzate il 6 maggio 2024 si potevano, e si dovevano, salvare. La Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro, guidata da Chiara Gribaudo, ha presentato a Palermo le conclusioni sulla strage nella rete fognaria, dove cinque operai furono uccisi dalle esalazioni di gas tossici. L’analisi dei documenti smentisce la tesi della fatalità, individuando lacune operative su più livelli e indicando Amap e l’impresa subappaltatrice come responsabili di gravi omissioni: dalla mancata valutazione dei rischi all’assunzione di lavoratori senza garantire i dispositivi di protezione base, come gli autorespiratori per verificare la presenza di gas nella vasca. Ma la relazione scoperchia soprattutto un vuoto strutturale sul fronte dei controlli in Sicilia. I numeri emersi sono impietosi: per vigilare su circa 400mila imprese regionali, sono disponibili appena 34 ispettori civili territoriali e 69 unità dell’Ispettorato nazionale, affiancati dal Nucleo dei Carabinieri. Una forza lavoro totalmente inadeguata che rende la capacità di ispezionare cantieri e aziende drammaticamente limitata. Sul caso è intervenuto oggi anche il Presidente della Repubblica. Sergio Mattarella ha esortato istituzioni e parti sociali al massimo impegno, ricordando che la vita è un bene da tutelare in via assoluta e non può rappresentare il prezzo per svolgere un mestiere. La Commissione, con la relatrice Giovanna Iacono, chiede ora più controlli sui subappalti, dove spesso mancano persino i dati ufficiali dell’Inail sugli infortuni, e un potenziamento immediato degli organici, sollecitato sia al Governo nazionale che a quello regionale. Perché finché la sicurezza verrà percepita dalle imprese come un costo e non come un dovere, ogni morte sul lavoro resterà una sconfitta per l’intero Paese.