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Centro storico Modica: torna l’idea delle “case a 1 euro”

A Modica, nel dibattito sul centro storico, riemerge la proposta delle “case a 1 euro”. Un’idea già avanzata negli anni scorsi e oggi rilanciata nel dibattito cittadino come possibile strumento per contrastare lo spopolamento e favorire il recupero degli immobili abbandonati.

di Chiara Scucces -

Il dibattito sul futuro del centro storico di Modica continua ad essere vivo. Tra nuove proposte, polemiche politiche e richieste di interventi concreti, cresce in città un fermento di idee per contrastare lo spopolamento e rilanciare quartieri storici come Modica Alta, Modica Bassa e il quartiere Dente. Nelle ultime settimane il tema è tornato centrale nel confronto politico e istituzionale. È sotto gli occhi di tutti come il centro storico stia vivendo un progressivo svuotamento: residenti e attività commerciali si spostano verso zone più moderne della città, lasciando interi quartieri sempre più deserti, soprattutto nelle ore serali. Un fenomeno che non è più episodico ma strutturale e che coinvolge entrambe le anime storiche della città, Modica Alta e Modica Bassa. Sul tavolo ci sono oggi diverse iniziative per incentivare il ritorno di residenti e attività nel centro storico, attraverso contributi, agevolazioni fiscali e sostegni economici. Il problema, però, resta complesso. Interi quartieri storici presentano immobili abbandonati o in stato di degrado, mentre il mercato immobiliare registra numerose abitazioni a basso costo ma spesso da ristrutturare. Una situazione che, senza interventi strutturali, rischia di trasformarsi in declino irreversibile. In questo contesto, al centro del dibattito torna il progetto “Case a 1 euro”, già proposto nella scorsa consiliatura dall’ex consigliere comunale Marcello Medica, oggi componente dell’associazione culturale Schierarsi, Piazza di Modica, che ha diffuso un comunicato sul tema.  L’idea prevedeva la cessione simbolica degli immobili; l’obbligo di ristrutturazione entro tempi certi; le garanzie fideiussorie a tutela del Comune; la possibilità di destinazione a residenza, B&B o albergo diffuso. Una proposta che, secondo i promotori, avrebbe potuto attivare economia, turismo e recupero urbano, seguendo modelli già sperimentati con successo in altri comuni italiani. Tuttavia, la mozione fu bocciata, alimentando oggi nuove polemiche, soprattutto alla luce del rinnovato interesse politico per il centro storico. L’associazione culturale auspica che la delibera in questione venga ripresa dalle attuali Istituzioni comunali, insieme a tante altre che una volta attuate potrebbero risollevare le sorti dei centri storici della nostra città. È un dato ormai condiviso che adesso bisogna trasformare il confronto politico in azioni reali, la partita è aperta.