Cronaca

Cinque in manette per pestaggio e tentata estorsione

Le persone arrestate sono tutte di Scicli

di Leuccio Emmolo -

Un vero e proprio agguato consumato in strada per costringere un pensionato a pagare un presunto debito. La svolta investigativa è arrivata all’alba, quando i Carabinieri della Compagnia di Modica hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Ragusa nei confronti di cinque  sciclitani , di età compresa tra i 41  e i 52 anni, ritenuti responsabili a vario titolo di tentata estorsione in concorso aggravata e lesioni personali aggravate.

Tutto ha avuto inizio nel tardo pomeriggio dello scorso 3 febbraio a Donnalucata, frazione balneare di Scicli. La vittima, un pensionato di 72 anni, stava percorrendo via Salvador Allende a bordo della propria auto quando è stata improvvisamente bloccata da una Fiat Panda che le ha sbarrato la strada.

Da lì si è consumata la violenza: tre uomini sono scesi dall’utilitaria, hanno accerchiato l’anziano e lo hanno trascinato con la forza sull’asfalto. Sotto gli occhi attoniti dei passanti, la vittima è stata ripetutamente colpita con calci, pugni e schiaffi, mentre le venivano rivolte pesanti minacce di morte estese anche ai suoi familiari, il tutto per intimargli di saldare una somma di denaro ritenuta insussistente.

Grazie al tempestivo intervento dei militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, il cerchio si è chiuso rapidamente intorno ai presunti responsabili. Mettendo a sistema il racconto della vittima, le attività tecniche e l’analisi meticolosa delle telecamere di videosorveglianza, gli investigatori sono riusciti a identificare senza ombra di dubbio i tre esecutori materiali del pestaggio.

Ma l’inchiesta non si è fermata ai soli autori materiali. Le indagini coordinate dalla Procura iblea hanno permesso di svelare la “regia” dell’operazione, individuando in due fratelli gemelli del posto i presunti mandanti della spedizione punitiva, organizzata per recuperare con la forza un presunto credito di 24.000 euro legato a pregressi prestiti concessi alla vittima e alla sua ex compagna.

Un impianto accusatorio solido, ulteriormente rafforzato dalle perquisizioni eseguite nelle scorse settimane nelle abitazioni dei mandanti: all’interno di alcune casseforti sono stati trovati oltre 48.000 euro in contanti e diversi assegni firmati dalla vittima, considerati la prova del legame finanziario alla base della violenta pretesa estorsiva. Ulteriori 6.500 euro in contanti sono stati sequestrati nel corso del blitz odierno.

Per i cinque indagati si sono aperte le porte del carcere, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sebbene per tutti valga il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.