Attualità
Codacons, “Non toccate il medico di famiglia”
Il medico di famiglia è spesso il primo e unico presidio sanitario vicino alle persone
In Sicilia il medico di famiglia diventa il simbolo di una battaglia che coinvolge cittadini, pazienti e operatori sanitari. Parte ufficialmente la fase operativa della campagna “Non toccate il medico di famiglia”, promossa dal Codacons e lanciata dal segretario nazionale Francesco Tanasi, con l’obiettivo di difendere il ruolo della medicina territoriale e il rapporto diretto tra medico e paziente. Da oggi saranno oltre 1.900 gli studi medici aderenti alla FIMMG che, in tutta l’Isola, diventeranno punti di riferimento per sostenere la mobilitazione. Un’iniziativa che punta a coinvolgere non solo le grandi città, ma anche i piccoli comuni e le aree interne della Sicilia, dove il medico di base rappresenta spesso l’unico presidio sanitario realmente vicino ai cittadini. Gli ambulatori aderenti si affiancheranno alle sedi Codacons già presenti sul territorio, permettendo ai cittadini di aderire direttamente alla campagna nei luoghi dove quotidianamente si costruisce il rapporto di fiducia tra medico e paziente.
Secondo Francesco Tanasi, il rischio è quello di indebolire progressivamente la figura del medico di medicina generale attraverso un sistema sempre più burocratico e distante dalle esigenze delle persone. Per questo la mobilitazione punta a difendere una sanità di prossimità fatta di ascolto, continuità assistenziale e presenza nei territori.
Il Codacons sottolinea come il dibattito sulla riorganizzazione della sanità territoriale debba partire dal rafforzamento degli ambulatori e non dal loro svuotamento. Le Case di Comunità, secondo l’associazione, possono rappresentare un’opportunità soltanto se realmente integrate con il territorio e con il lavoro dei medici di famiglia. “L’adesione di oltre 1.900 studi medici dimostra che questa battaglia è concreta e sentita da chi ogni giorno vive la sanità accanto ai cittadini – afferma Francesco Tanasi –. Il medico di famiglia è spesso il primo e unico presidio sanitario vicino alle persone, soprattutto nelle realtà più periferiche della Sicilia”.