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Cuffaro, accolto il patteggiamento a 3 anni di pena
Il processo prosegue il 7 settembre a carico degli altri 7 imputati
Per Totò Cuffaro cala, almeno per il momento, il sipario sull’inchiesta che ha scosso la sanità siciliana. Il giudice per le udienze preliminari di Palermo, Ermelinda Marfia, ha ratificato l’accordo di patteggiamento dell’ex governatore siciliano: tre anni di pena da svolgere in affidamento ai servizi sociali per le accuse di corruzione e traffico di influenze illecite. Contestualmente viene revocata anche la misura dei domiciliari a carico dell’ex governatore. Cuffaro non sarà interdetto dai pubblici uffici.
L’inchiesta però prosegue per gli altri imputati che hanno scelto il processo ordinario. Il gup ha disposto il rinvio a giudizio di sette persone coinvolte nel procedimento, assolvendo invece la società Dussmann Service con la formula “il fatto non sussiste”.
La prima udienza è stata fissata per il 7 settembre davanti alla terza sezione del tribunale di Palermo. Tra gli imputati figurano l’ex manager dell’ospedale Villa Sofia-Cervello Roberto Colletti, il responsabile del Trauma Center Antonio Iacono, il collaboratore storico di Cuffaro Vito Raso e alcuni imprenditori finiti al centro dell’indagine sulle presunte interferenze nella gestione della sanità regionale. Separata infine la posizione di Ferdinando Aiello, che sarà giudicato con rito abbreviato nel mese di luglio.