Attualità
Decoro urbano, Ragusa interviene e Modica….?
A Ragusa il problema delle vetrine vuote e delle attività che chiudono esiste, eccome. Via Roma e Corso Italia non sono certo il carnevale di Rio e anche qui il rischio desertificazione commerciale è reale. La differenza però sta nel modo in cui si prova ad affrontarlo. Nel capoluogo ibleo l’amministrazione ha avviato interventi concreti di decoro urbano: pulizia delle vetrine, rimozione di vecchie insegne, stop alle affissioni abusive. Oltre duecento siti interessati dagli interventi coordinati dalla polizia locale, con il supporto di progetti di pubblica utilità (come i “Custodi di bellezza”) e la collaborazione di residenti e commercianti. Non è la soluzione di tutti i problemi, ma almeno un segnale c’è: quello di una città che prova a non lasciare il proprio centro storico all’abbandono.
A Modica, invece, il quadro è molto diverso.
Da oltre un anno si parla della necessità di un regolamento per il decoro urbano. Se ne discute, si annuncia, si rimanda. Nel frattempo però i negozi continuano a chiudere e molte vetrine restano abbandonate: locandine strappate, insegne dismesse, interni sporchi. Un’immagine che restituisce un senso di trascuratezza sempre più evidente, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali.
Eppure un esempio diverso, in città, esiste. In centro storico c’è un locale utilizzato per temporary store: anche quando lo spazio è vuoto, la vetrina resta pulita, illuminata e curata. Un piccolo accorgimento che dimostra come anche un immobile non occupato possa comunque contribuire al decoro della città.
Un modello semplice, che però resta isola.
Gli assessorati che dovrebbero occuparsene non mancano: attività produttive, centro storico e, se vogliamo, anche polizia locale. Tre ambiti che potrebbero lavorare insieme, ma che nella pratica finiscono spesso per rimbalzarsi il problema.
Uno scaricabarile amministrativo che lascia tutto fermo.
Nel frattempo il centro storico perde attività, perde presenze e perde vitalità. E a pesare non è solo l’assenza di regole, ma anche la mancanza di una vera reazione collettiva.
Perché se a Ragusa commercianti e associazioni provano almeno a fare rete, a Modica il rischio è quello di una città che assiste passivamente al declino del proprio centro storico.
Modicani, è davvero questa la città che volete?