Attualità
Depuratori e rete fognaria, l’azione dell’amministrazione
Intanto i fondali del litorale messinese raccontano una realtà diversa
Da una parte un’opera strategica destinata a cambiare il sistema di depurazione della zona nord della città, dall’altra una rete fognaria che continua a mostrare tutti i segni del tempo e dell’assenza di interventi strutturali. È questo il doppio volto della Messina che guarda al futuro mentre fa ancora i conti con criticità ambientali che emergono anche sotto il livello del mare. Dopo l’aggiudicazione della gara avvenuta nello scorso marzo, entra nella fase operativa il progetto del nuovo depuratore di Tono, infrastruttura destinata a servire oltre 50 mila abitanti con un investimento complessivo vicino agli 80 milioni di euro.
Un intervento atteso da anni, che rappresenta uno dei tasselli più importanti del piano di risanamento del sistema idrico-fognario cittadino. L’opera prevede la realizzazione del nuovo impianto di depurazione, della condotta sottomarina di scarico, di 33 chilometri di nuove reti fognarie e di 16 impianti di sollevamento. Saranno interessati numerosi villaggi della fascia nord, da Castanea a Massa San Giorgio, da Massa Santa Lucia a Spartà, Ganzirri, Torre Faro fino al litorale di Acqualadroni. Tra gli interventi più significativi figura anche la completa ricostruzione sotterranea dell’impianto di sollevamento di Saline e la realizzazione di una moderna rete fognaria dinamica nella zona compresa tra la Strada Statale 113 dir e il mare, compresa Mortelle. Ma mentre prende forma una delle opere pubbliche più importanti degli ultimi anni, il presente racconta ancora una realtà diversa. Le immagini degli ultimi giorni le immagini del litorale nord messinese mostrano infatti un fondale marino trasformato in una discarica sommersa.
A circa otto metri di profondità giacciono sdraio, reti da pesca abbandonate, transenne, ruote, pezzi metallici, plastica e persino il motore di un’imbarcazione. Un paesaggio incompatibile con l’immagine di un tratto di costa insignito, della Bandiera Blu. Tra i rifiuti emerge anche uno scarico che raggiunge direttamente il mare, un elemento che alimenta interrogativi sullo stato della rete fognaria cittadina e sulla necessità di accelerare il completamento delle nuove infrastrutture.