Agrigento
Dissalatori e risorse pubbliche, AICA chiede trasparenza
Acqua, scontro AICA–Siciliacque, ordinanza del Tribunale di Palermo e fondi regionali sotto la lente della Corte dei Conti
Nuovo capitolo nella complessa vertenza tra AICA Azienda Idrica Comuni Agrigentini, Gestore Unico del Servizio Idrico Integrato, ce Siciliacque.
Da un lato un’ordinanza del Tribunale di Palermo con efficacia esecutiva, dall’altro la richiesta di chiarimenti sull’utilizzo di oltre 60 milioni di euro di fondi regionali destinati ai dissalatori. AICA ha risposto formalmente all’ordinanza del Tribunale di Palermo, chiarendo che l’importo oggetto del provvedimento verrà onorato solo dopo l’erogazione delle somme regionali vincolate per il 2026. Un adempimento dovuto per legge, ma che – sottolinea l’Azienda – non equivale a un riconoscimento del debito complessivo vantato da Siciliacque.
Restano infatti contestate le partite relative all’acqua prodotta dai dissalatori finanziati dalla Regione, al sistema Favara di Burgio e ai meccanismi di compensazione ritenuti illegittimi.
Secondo AICA, vi sarebbe una possibile duplicazione di finanziamenti pubblici, in particolare sul dissalatore di Porto Empedocle, dove la produzione sarebbe stata parziale rispetto ai fondi ricevuti.Per questo l’Azienda ha chiesto l’intervento della Corte dei Conti