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Emergenza caldo e blackout a Pozzallo: incubo a Raganzino, esplode la protesta
Notti tropicali con minime che sfiorano i trenta gradi, un tasso di umidità alle stelle e intere famiglie lasciate al buio e senza condizionatori. È la situazione insostenibile che sta vivendo Pozzallo, in particolare nel quartiere di Raganzino, colpito da blackout continui. Dopo le proteste dei residenti la corrente è tornata, ma la paura di restare di nuovo al buio resta altissima. Sentiamo le voci dei residenti raccolte ieri sera
Le app del meteo segnano il simbolo del sole di colore fucsia, le temperature minime non scendono neanche di notte sotto i ventotto gradi e l’umidità rende l’aria irrespirabile. Ma a rendere davvero infernale quest’ondata di caldo a Pozzallo sono i blackout elettrici che da giorni stanno mettendo in ginocchio diversi quartieri della città, lasciando centinaia di famiglie senza luce, acqua e aria condizionata. L’epicentro del disagio è il quartiere di Raganzino, rimasto al buio per tre sere consecutive e al calore asfissiante delle ore diurne. Solamente ieri sera, dopo l’esasperazione e le proteste in strada degli abitanti, l’energia elettrica è stata ripristinata. Ma la tregua rischia di essere temporanea. Un film già visto ogni anno a luglio, dicono i residenti, ma che quest’estate con temperature record sta trasformando il disagio in un’emergenza sanitaria per anziani e fragili.
Rabbia e preoccupazione a cui ora il Comune è chiamato a dare risposte concrete. Dalla richiesta di gruppi elettrogeni d’emergenza in tutti i quartieri colpiti, fino ad interventi strutturali sulle cabine per l’inverno. Sul tavolo c’è anche la proposta, insieme alle associazioni dei consumatori, di una class action per il risarcimento danni a cittadini e commercianti. Perché di fronte a un caldo spietato, non bastano più le rassicurazioni: servono i fatti.