Attualità
Emergenza sicurezza nelle campagne
Furti continui, rifiuti abbandonati e campagne trasformate in terra di nessuno. Tra Gela, Niscemi e Vittoria lo Stato fatica a farsi vedere
I furti non si fermano, neppure a Natale. Nelle campagne gelesi spariscono cavi di rame, attrezzi agricoli, mobili e suppellettili. Le abitazioni rurali vengono svuotate, spesso dopo essere state forzate o danneggiate: cancelli divelti, recinzioni tagliate, infissi strappati via. Una ferita aperta da anni che ha spinto molti proprietari ad abbandonare case e terreni, lasciando interi appezzamenti della Piana di Gela incolti e senza controllo.
Tra Gela e Niscemi si consuma una guerra silenziosa. Campi bruciati, raccolti distrutti, masserie ridotte a gusci vuoti. Bande di predoni rurali si muovono indisturbate, soprattutto di notte, alla ricerca di ferro, rame, macchinari. Un territorio vasto, difficile da presidiare, dove la presenza dello Stato si fa intermittente.
Accanto ai furti, un’altra emergenza: l’abbandono sistematico di rifiuti. Cumuli di laterizi, tufi, mattoni, piastrelle, ma anche spazzatura domestica e amianto. Lontano dai centri abitati, nelle strade interpoderali e lungo gli argini dei fiumi, si consumano veri e propri crimini ambientali. Resti di lavori edili, spesso frutto di sbancamenti abusivi, che trasformano i campi in discariche a cielo aperto. E la presenza dell’amianto, lasciato senza protezioni, rappresenta un rischio concreto per la salute pubblica.
Lo scorso giugno il sindaco Terenziano Di Stefano ha guidato un sopralluogo nelle zone più critiche, in particolare lungo il fiume Maroglio. Da lì è partito un piano di controlli straordinari con pattugliamenti della polizia municipale e l’uso di fototrappole. Ma le risorse restano limitate rispetto all’estensione del territorio.
Ora l’attenzione si concentra su un nuovo strumento: la videosorveglianza. Per il 2026 il Comune potrà contare su un finanziamento regionale da 100 mila euro destinato all’installazione di impianti di controllo nelle aree agricole più esposte. Il progetto, che punta alle zone con la maggiore concentrazione di abitazioni rurali e piccole aziende, è entrato nella fase operativa. Il settore Lavori pubblici ha affidato, tramite Mepa, alla ditta Itesys di Catania la realizzazione degli impianti.
Un intervento definito dallo stesso Comune come limitato nelle risorse, ma atteso da anni. Per molti agricoltori e proprietari rappresenta l’unico deterrente possibile contro furti e abbandoni illeciti. Intanto, però, le campagne tra Gela e Niscemi restano una terra di nessuno. E c’è chi, per difendersi, ha murato porte e finestre delle case di campagna, trasformandole in edifici chiusi e inutilizzabili, nel tentativo disperato di scoraggiare nuove razzie.