Cronaca

Esecuzione al CEP: Placido Barrile ucciso con colpi d’arma da fuoco al volto

L’agguato in via Paladini a Palermo. La vittima, Placido Barrile, 34 anni, è stata sorpresa nella sua auto: la ferocia dei killer suggerisce una firma mafiosa

di Pinella Rendo -

Placido Barrile, 34 anni, è rimasto vittima di un agguato brutale mentre si trovava all’interno della sua Smart in via Paladini a Palermo.

Non è stata una rapina finita nel sangue, ma un’esecuzione in piena regola: cinque colpi di arma da fuco esplosi a distanza ravvicinata, che hanno centrato l’uomo quasi esclusivamente al volto, rendendolo irriconoscibile. A fare la drammatica scoperta è stato il fratello della vittima. Barrile è stato trovato riverso sul sedile, in una zona che è il fulcro della vita del quartiere, a pochi passi dalla delegazione municipale e dal murales dedicato a Totò Schillaci.

La scelta del luogo e l’orario dell’attacco, poco distante dalla trafficata via Michelangelo, indicano una spregiudicatezza che preoccupa gli inquirenti: i killer hanno agito con la sicurezza di chi sa di poter contare su zone d’ombra e su una rapidissima via di fuga. I Carabinieri, giunti immediatamente sul posto, hanno transennato l’area per i rilievi della Scientifica. Sebbene tra le prime ipotesi parziali fosse circolata quella di un tentativo di furto, la ferocia dell’azione sposta l’asse delle indagini verso il crimine organizzato o un regolamento di conti interno alle dinamiche della malavita locale.

Colpire al volto, nel codice non scritto della criminalità, significa voler cancellare la persona, un segnale punitivo che va oltre la semplice eliminazione fisica. Il CEP si risveglia nel terrore. Mentre i militari scavano nel passato di Barrile alla ricerca di un possibile movente, Palermo si interroga su questa nuova spirale di violenza che sembra riprendersi i propri spazi.