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Etna, nuova bocca effusiva in Valle del Bove con colata lavica

Una nuova bocca effusiva si è aperta sull'Etna nella Valle del Bove ad una quota compresa tra 2200 e 2350 metri. Tale attività ha prodotto una colata lavica e l'emissione di cenere che si associa a quella proveniente dal cratere Voragine

di Bruno Capanna -

Sembrava essersi placato ed invece l’Etna è tornato a manifestare la sua forza con l’apertura di una nuova bocca effusiva nella Valle del Bove, ad una quota compresa tra 2200 e 2350 metri, secondo i rilievi della sezione catanese dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Tale attività ha prodotto una colata lavica.

Nel frattempo prosegue l’emissione di cenere dal cratere della Voragine, che il vento ha portato in direzione sud est. I due pennacchi erano visibili da stamani dalla lunga distanza grazie alle condizioni meteo favorevoli. Dal punto di vista sismico, dopo l’aumento di ieri pomeriggio, l’ampiezza media del tremore vulcanico è cresciuta sempre più fino allo stato attuale, rimanendo sempre all’interno dell’intervallo dei valori alti. I centroidi delle sorgenti del tremore, precisa l’Ingv, risultano localizzati nell’area del cratere Voragine, a una quota di circa 3 mila metri sul livello del mare.

Gli eventi infrasonici, di ampiezza da bassa a media sono stati localizzati e sono tuttora prodotti principalmente dallo stesso cratere Voragine; in minima parte sono state localizzate sorgenti infrasoniche anche presso il Cratere di Nord-Est. Nel frattempo alcuni comuni del catanese si sono ritrovati coperti di cenere vulcanica. San Giovanni La Punta, Zafferana e Valverde, alcuni dei centri colpiti dalla coltre nera. Le attività effusive del Vulcano, per il momento confinate in zone distanti dai centri abitati, vengono costantemente monitorate dall’Ingv.