Catania

Etnaland, maxi-inchiesta della Procura etnea: sequestrata l’intera struttura

Sigilli a discarica abusiva e mille metri cubi di rifiuti

di Sergio Randazzo -

Una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania ha portato alla scoperta e al sequestro di una vasta discarica abusiva realizzata in un terreno adiacente al parco acquatico Etnaland, nel territorio di Belpasso. I militari del nucleo operativo di polizia ambientale della Guardia Costiera hanno apposto i sigilli all’area, dove – secondo quanto accertato – venivano sistematicamente incendiati i rifiuti prodotti dal parco, uno dei più grandi e frequentati della Sicilia. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati anche 1.000 metri cubi di rifiuti assimilabili agli urbani, oltre a mezzi e attrezzature utilizzati per la gestione illecita degli scarti.

Le indagini: dai sorvoli ai video nascosti

L’inchiesta ha preso avvio nell’agosto 2022, durante il periodo di massima affluenza del parco. Durante un sorvolo di controllo, il personale della Guardia Costiera aveva individuato scavi di grandi dimensioni colmi di rifiuti. Ritenendo necessario approfondire, la Procura ha disposto attività di videosorveglianza che hanno documentato – a livello di gravità indiziaria – un sistema quotidiano di smaltimento illecito: ogni pomeriggio dipendenti o incaricati del parco raccoglievano i rifiuti (solo in minima parte differenziati) e li trasportavano nei terreni confinanti, di proprietà riconducibile a Francesco Andrea Russello, presidente del CdA di Etnaland srl. Durante la notte, secondo quanto ricostruito, i rifiuti venivano incendiati e poi seppelliti in una buca appositamente scavata, situata accanto alla discarica abusiva già individuata.

Il primo sequestro del 2022 e i danni ambientali

Il 31 agosto 2022 la Procura ha disposto il sequestro dell’intera area, provvedimento convalidato dal Gip il 6 settembre successivo. I primi rilievi tecnici hanno confermato che l’attività di combustione e “tombamento” dei rifiuti si sarebbe protratta per un periodo significativo, causando un danno ambientale tuttora in fase di quantificazione. Il terreno, secondo le visure catastali, risulta classificato come seminativo.

Assenza di depuratori e autorizzazioni scadute

Le successive indagini hanno fatto emergere ulteriori irregolarità: il parco non sarebbe dotato né di adeguati impianti di depurazione né di titoli autorizzativi validi. L’unica autorizzazione allo scarico risultava rilasciata dal Comune di Belpasso e scaduta nel 2019, senza essere mai stata rinnovata nonostante gli ampliamenti della struttura ricettiva.

Il sequestro preventivo dell’intero parco

Sulla base delle risultanze investigative e della perizia depositata, i Pubblici Ministeri hanno richiesto e ottenuto dal Gip di Catania, il 23 gennaio 2026, un decreto di sequestro preventivo dell’intera struttura Etnaland, con prescrizioni stringenti per sanare le gravi carenze ambientali riscontrate. L’esecuzione del provvedimento è stata affidata agli ufficiali e agenti della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Catania.

I reati contestati

A carico di Francesco Andrea Russello e della Etnaland srl, in qualità di persona giuridica, la Procura contesta:

  • gestione non autorizzata di rifiuti
  • combustione illecita di rifiuti
  • attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti
  • inquinamento ambientale