Messina

Femminicidio Zinnanti: una fiaccolata per non dimenticare

Messina si stringe intorno alla famiglia della donna accoltellata dall’ex compagno. Tanta la rabbia per una morte che avrebbe potuto essere evitata

di tcf -

Daniela non voleva e non doveva morire. È questo il messaggio lanciato durante la fiaccolata che ha seguito le sue esequie al duomo. Daniela se n’è andata, ieri l’ultimo saluto di quanti l’hanno amata in questa vita, ma il dolore resta e anche la rabbia per una morte, l’ennesima, che forse avrebbe potuto essere evitata.

E allora la città si stringe intorno alla famiglia e il grido Roberta, figlia di Daniela che, stringendo tra le mani la foto sorridente della madre, chiede giustizia, diventa il grido di Messina, una città che già troppe volte ha pagato il prezzo della furia e della violenza cieca contro le donne.

E al buio del dolore si contrappone la fiamma della speranza, duecento candele accese che implorano la fine di una strage silenziosa.  Associazioni, amici, semplici cittadini, che hanno scelto di esserci per testimoniare con la loro presenza, la propria vicinanza a chi ha convissuto con la paura, il senso di solitudine e l’abbandono. Ma ancor di più per testimoniare la propria presenza a chi oggi vive sulla propria pelle gli stessi sentimenti che Daniela ha vissuto nelle ultime ore della sua vita e magari oggi ha un po’ più paura. Per loro Messina c’è. perché le donne, tutte, siano di scegliere, «Libere di vivere! Non di morire» come recitava lo striscione in piazza Duomo.