Attualità
Fermo autotrasportatori, Comitato spiega al porto le ragioni
Prosegue ad oltranza il fermo avviato ieri dal Comitato trasportatori siciliani. Oggi al porto di Catania sono state spiegate le ragioni della protesta che coinvolge le grandi aziende che si occupano di intermodalità. Nel mirino soprattutto la tassa Ets dell'Unione Europea per i trasporti inquinanti
Hanno iniziato un fermo che andrà avanti ad oltranza, senza blocchi stradali, né presidi. I trasportatori siciliani, riuniti in un Comitato stanno attuando da ieri una mobilitazione che coinvolge i porti di Palermo, Catania e Messina. Il carburante non è direttamente coinvolto. Si tratta soprattutto di merce non deperibile.
Ad aderire non è tutta la categoria bensì i maggiori gruppi che si occupano di intermodalità, che proprio nei porti con i loro mezzi scaricano la merce che arriva in Sicilia attraverso le navi per poi consegnarla alla grande distribuzione. Nel mirino c’è il caro carburanti ma soprattutto la tassa Ets dell’Unione Europea per i trasporti inquinanti.
Il Comitato chiede che il governo utilizzi il ricavato dell’imposta per incrementare l’incentivo per gli armatori per il trasporto strada-mare. L’incontro di ieri a Palermo tra una delegazione e gli assessori regionali all’Economia Dagnino ed alle Infrastrutture Aricò con la promessa 25 milioni di euro per fronteggiare la crisi, non ha convinto il Comitato che oggi ha organizzato un incontro con i giornalisti presso il porto di Catania. La protesta registra l’adesione anche di armatori e pescatori