Ragusa
Pozzallo, forum Euromediterraneo dei lavoratori migranti
La città ragusana viene indicata dagli organizzatori come uno dei principali luoghi simbolo delle rotte migratorie
Due giornate di confronto, approfondimento e dibattito dedicate al tema dell’immigrazione, del lavoro e dei diritti. Si apre a Pozzallo il Forum sindacale Euromediterraneo “Uniti sotto lo stesso casco”, promosso dalla Fillea Cgil e in programma il 12 e 13 giugno, con la partecipazione di attivisti sindacali provenienti dall’area euromediterranea.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di affrontare alcune delle principali criticità che interessano il mondo del lavoro, in particolare nel settore delle costruzioni, dove la presenza dei lavoratori migranti è in costante crescita. Tra i temi al centro del confronto figurano la frammentazione dell’occupazione, la precarietà contrattuale, la sicurezza nei luoghi di lavoro e il contrasto a fenomeni come sfruttamento e caporalato.
Secondo i dati richiamati dalla Fillea Cgil, il comparto delle costruzioni rappresenta uno dei principali canali di inserimento lavorativo per i migranti. La loro incidenza nel settore continua ad aumentare: se nel 2017 gli operai stranieri rappresentavano circa il 30% della forza lavoro, la quota è salita al 37,7% nel 2023 fino a raggiungere il 39,5% nel 2024.
Accanto alle tradizionali comunità provenienti da Albania, Romania e Marocco, cresce la presenza di lavoratori originari dell’Egitto e di numerosi Paesi extraeuropei, tra cui Tunisia, Pakistan, Nigeria, India e Senegal. Una trasformazione che, secondo il sindacato, impone nuove politiche di inclusione e una maggiore attenzione alla formazione e alla tutela dei diritti.
La scelta di Pozzallo non è casuale. La città ragusana viene indicata dagli organizzatori come uno dei principali luoghi simbolo delle rotte migratorie del Mediterraneo e come un presidio di frontiera riconosciuto a livello istituzionale.
«Il mondo delle costruzioni sta cambiando velocemente – sottolinea il segretario generale della Fillea Cgil, Antonio Di Franco – e parlare di sicurezza, innovazione e futuro significa anche garantire integrazione e diritti ai lavoratori migranti. La qualità del lavoro e la tenuta dei diritti nei cantieri dipendono dalla capacità di accogliere e valorizzare chi arriva nel nostro Paese».
Nel documento che accompagna l’iniziativa, la Fillea Cgil definisce l’immigrazione una questione che riguarda non solo l’economia e la demografia, ma anche l’identità e il futuro del Paese. Il Forum punta quindi a promuovere un confronto internazionale sulle politiche di accoglienza e integrazione, nella convinzione che la coesione sociale e la tutela dei diritti rappresentino strumenti fondamentali per affrontare le sfide poste dai fenomeni migratori.
Per due giorni Pozzallo diventerà così il punto d’incontro di esperienze sindacali provenienti da diverse realtà del Mediterraneo, con l’obiettivo di costruire proposte condivise e rafforzare la cooperazione tra lavoratori e organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti e della dignità del lavoro.