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Frana. Ciciliano: “Sicurezza prioritaria”
Sopralluogo oggi a Niscemi del Capo della Protezione Civile nella zona rossa: stop definitivo alle abitazioni entro i 50 metri dal fronte. Intanto la Procura di Gela avvia le indagini sul campo per disastro colposo
Il fango rallenta, ma il bilancio umano resta pesantissimo. Al termine del sopralluogo tecnico effettuato oggi a Niscemi, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha tracciato il perimetro di una nuova, dolorosa normalità per il comune siciliano. Se da un lato il monitoraggio tecnico registra un rallentamento nell’arretramento del fronte franoso, dall’altro arriva la conferma che il volto della città è cambiato per sempre: sono 99 i nuclei familiari che non potranno mai più rimettere piede nelle proprie abitazioni. “La fascia da zero a 50 metri non sarà più abitata”, ha chiarito Ciciliano dopo il vertice al Centro operativo comunale (Coc) con il sindaco Massimiliano Conti. Per le famiglie coinvolte, la priorità è ora il ricollocamento
Non c’è solo l’emergenza abitativa. Il tavolo tecnico ha affrontato il tema della resilienza economica e sociale. “Dobbiamo far riprendere il lavoro alle imprese e alle attività commerciali”, ha sottolineato il Capo Dipartimento, ponendo l’accento anche sulla continuità didattica per gli studenti. L’obiettivo è evitare che il disastro idrogeologico si trasformi in una desertificazione sociale del quartiere.
Intanto giovedì il procuratore di Gela, Salvatore Vella, guiderà un pool di magistrati, poliziotti e tre consulenti tecnici in un sopralluogo ad alto rischio. Supportati dal reparto volo della Polizia e dai Vigili del Fuoco, gli inquirenti scenderanno fino al piede della frana. L’ipotesi di reato è pesante: disastro colposo. L’indagine dovrà stabilire se la natura abbia fatto tutto da sola o se, dietro il crollo, vi siano state omissioni o interventi umani che hanno reso fragile il terreno.