Attualità
Frana di Niscemi, briefing in Procura a Gela, poi i sopralluoghi
L’obiettivo dell’indagine è accertare eventuali responsabilità
Si è concluso poco prima delle 11, negli uffici della Procura della Repubblica di Gela, il briefing tecnico sulle indagini relative alla frana di Niscemi. A coordinare le attività è il procuratore capo Salvatore Vella che, insieme al “pool frana”, sta conducendo gli approfondimenti investigativi. In Procura sono arrivati anche i tre consulenti nominati per analizzare le cause del dissesto: Chiara Cappadonia, professoressa di Geologia applicata e Geologia tecnica; Edoardo Rotigliano, docente di Geomorfologia; e Maurizio Gasparo Morticelli, professore di Geologia strutturale.
Pm, consulenti, poliziotti e vigili del fuoco, nelle prossime ore, condurranno i primi sopralluoghi partendo dall’area a valle della frana. Con il supporto del Reparto Volo della Polizia di Stato verranno effettuate riprese aeree, con particolare attenzione ai punti di interesse geologico che saranno indicati dagli esperti incaricati dalla Procura. Prosegue intanto l’acquisizione di documentazione, avviata fin dal giorno dell’apertura del fascicolo d’inchiesta, che ipotizza i reati di disastro colposo e danneggiamento seguito da frana.
Magistrati e polizia stanno esaminando atti e incartamenti ritenuti utili a chiarire se, dopo il primo episodio del 1997, potessero essere adottate contromisure idonee a prevenire l’aggravarsi del fenomeno o se, al contrario, eventuali interventi abbiano contribuito ad aggravare il dissesto idrogeologico. Sulla presenza del presidente della Regione Renato Schifani ieri a Niscemi è intervenuto il senatore del Movimento 5 Stelle Pietro Lorefice.
«La sospensione delle bollette decisa da Arera è una misura giusta e doverosa, ma non può creare confusione su Niscemi – ha dichiarato in una nota –. Qui c’è una crisi strutturale mal gestita da decenni di governi regionali di centrodestra, che precede il ciclone Harry, che è stato solo il trigger finale. Non si può applicare lo stesso schema a emergenze diverse. Una cosa è l’intervento generalizzato per Sicilia, Sardegna e Calabria colpite dal maltempo, altra cosa è Niscemi, che richiede misure e investimenti dedicati. Mischiare tutto significa prendere tempo e prendere in giro i cittadini».