Attualità

Furto al Museo, adesso si pensa alla sicurezza armata

Nei musei siciliani potrebbe arrivare la vigilanza armata. Lo ha annunciato l’assessore regionale ai Beni Culturali Francesco Scarpinato

di tcf -

“Tolleranza zero verso chi ha sbagliato. Il governo Schifani ha avviato un’inchiesta interna per conoscere i fatti e capire quali comportamenti hanno determinato eventuali inadempienze. Certamente non ci saranno sconti e non agiremo sollo sulla base dell’emotività. Le soluzioni che adottiamo sono conformi agli standard della sicurezza nei musei.

Tuttavia, non possiamo escludere di dotare le strutture museali anche di vigilanza armata.”  A dirlo è stato l’assessore regionale ai Beni Culturali Francesco Scarpinato a proposito del clamoroso furto di ferragosto avvenuto al museo Accascina di Messina, dove sono stati rubati 4 capolavori di Antonello da Messina. Una misura pensata per garantire ulteriore supporto alla sorveglianza già presente all’interno dei musei e assicurare – prosegue l’assessore – “il massimo della possibilità di intervento che possono essere assicurate”. Intanto proseguono le indagini per cercare di individuare i responsabili del colpo e recuperare le opere.

Tutto questo mentre i 4 custodi presenti al museo la sera del 15 agosto sono stati messi in ferie forzate, e al loro ritorno saranno trasferiti in altri siti. Si tratta di 2 dipendenti regionali e 2 lavoratori Asu che verranno destinati a strutture della zona orientale della provincia e a siti dell’area tirrenica. Per loro, però, potrebbero arrivare altri provvedimenti dal momento che è previsto l’avvio di un procedimento disciplinare che potrebbe portare anche al licenziamento.

Prima di agire si attende la relazione della direttrice del museo regionale Marisa Mercurio chiamata a ricostruire quanto avvenuto ormai una settimana fa. Tornando alle indagini, c’è stato nelle scorse ore un sopralluogo al MuMe da parte del procuratore capo di Messina Antonio D’Amato accompagnato dai due pm che seguono in prima persona il caso, Maria Di Mulo e Massimo Trifirò, e dal procuratore aggiunto Marco Colamonici. Insieme a loro erano presenti gli investigatori della Squadra Mobile e i Carabinieri del nucleo Tutela dei Beni Culturali che stanno lavorando per risolvere il caso. La Procura di Messina ha avviato un’inchiesta, al momento contro ignoti, per furto pluriaggravato di opere d’arte.